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9 maggio: il giorno della memoria per Aldo Moro e tutte le vittime del terrorismo
di Redazione Web (del 08/05/2007 @ 15:59:43, Sezione Cronaca)
Finisce drammaticamente il 9 maggio del 1978 dopo quasi due mesi dal giorno del rapimento, la vita di Aldo Moro. Tutto era cominciato giovedì 16 marzo 1978, ore 9,25. Gli ascoltatori della trasmissione radiofonica “Stanotte, stamani” condotta da Luisella Boni, apprendono dalla viva voce dello speaker del GR2, che interrompe le trasmissioni regolari, un fatto che ha ll'incredibile: il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, è stato rapito in prossimità della sua abitazione, in via Mario Fani, dopo il massacro della sua scorta. Dopo quasi mezz'ora il TG1, con la concitata cronaca di Paolo Fraiese, mostra i corpi degli agenti, coperti da un telo, nella raccapricciante scena del delitto. Alle 10,10, con una telefonata alla redazione centrale dell'ANSA, le Brigate Rosse rivendicano il rapimento con queste parole: "Questa mattina abbiamo sequestrato il Presidente della DC Aldo Moro ed eliminato la sua guardia del corpo, teste di cuoio di Cossiga. Seguirà comunicato". A distanza di qualche minuto messaggi analoghi giungono alle redazioni di Roma e Torino della stessa agenzia di stampa. Si chiede la liberazione di alcuni brigatisti detenuti a Torino e di altri appartenenti ai NAP (Nuclei Armati Proletari) in cambio della vita di Moro. Alle 10,30 la Federazione Unitaria CGIL, CISL e UIL proclama lo sciopero generale dalle 11,00 alle 24,00, mentre scioperi spontanei si sono già attuati nelle fabbriche, negli uffici e nelle scuole. I negozi abbassano le saracinesche, le madri corrono a portar via i loro figli dalle scuole. Alle 11,30 il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga incontra al Viminale i Ministri di Difesa e di Grazia e Giustizia, nonché i vertici della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dei Servizi Segreti e delle Forze Armate, per dare avvio ai primi posti di blocco e ai primi setacciamenti, anche se in modo disorganico e concitato. Viene costituito il primo comitato tecnico operativo, che per 55 giorni avrà l'incarico di coordinare le ricerche dei terroristi e dell'ostaggio. La commissione parlamentare d'inchiesta avrebbe accertato poi che, all'epoca di via Fani, era in vigore un sistema di pianificazione per la tutela dell'ordine pubblico risalente agli anni Cinquanta, il quale non prevedeva interventi per azioni di tipo terroristico ed il sequestro di un uomo politico non era nemmmeno previsto. Nel frattempo il quarto governo Andreotti, che quella mattina si presentava alla Camera per ottenere la fiducia, con l'assoluta novità per la trentennale repubblica italiana dell'appoggio esterno dei comunisti, trascinati proprio da Moro in quell'insolito ruolo, ottiene la fiducia in un tempo record, senza alcun dibattito e nella stessa giornata sia alla Camera che al Senato. “9 MAGGIO” .. QUESTO GIORNO SARA' RICORDATO PER COMMEMORARE TUTTE LE VITTIME DEL TERRORISMO E DELLE STRAGI DI TALE MATRICE. E' STATO APPROVATO ALLA CAMERA IL PROVVEDIMENTO CHE SCEGLIE COME "GIORNO DELLA MEMORIA" IL 9 MAGGIO IN RICORDO DELL'UCCISIONE DI ALDO MORO DA PARTE DELLE BR. IL SINDACATO DI POLIZIA CO.I.S.P. RICORDA COSI' L'UCCISIONE DELLO STATISTA DEMOCRISTIANO E SI STRINGE AL DOLORE DEI FAMILIARI DI POLIZIOTTI E CARABINIERI VITTIME INNOCENTI NELLA STRAGE DI VIA FANI, CADUTI NELL'ADEMPIMENTO DEL PROPRIO DOVERE!! APPROVATO ALLA CAMERA CON 420 VOTI A FAVORE, UNO CONTRARIO E 46 ASTENUTI. IL PRC E PDCI SI SONO "ASTENUTI" AL VOTO FINALE !! IL PROVVEDIMENTO E' DIVENTATO LEGGE PERCHE' IN PRECEDENZA ERA STATO APPROVATO ANCHE AL SENATO. Segreteria Nazionale Via Farini, 62 - 00186 Roma Tel. +39 06 48903773 - 48903734 335 7262435 - 335 7262863 Fax: +39 06 48903735 coisp@coisp.it – www.coisp.it COISP • COORDINAMENTO PER L’INDIPENDENZA SINDACALE DELLE FORZE DI POLIZIA A Roma, alle 9.15 del 16 marzo 1978, il giorno in cui il governo appena nominato, guidato da Giulio Andreotti, doveva presentarsi in Parlamento per ottenere la "fiducia" (approvazione parlamentare), l'auto che trasportava Aldo Moro da casa alla Camera dei Deputati fu intercettata in via Mario Fani da un "gruppo di fuoco" (commando) delle Brigate Rosse, organizzazione terroristica di sinistra, che in pochi istanti portò a termine una delle più feroci azioni terroristiche che si ricordino nella storia italiana contemporanea. In una manciata di secondi, sparando con armi automatiche, i terroristi massacrarono i due carabinieri a bordo dell'auto di Moro (Domenico Ricci e Oreste Leonardi) e i tre poliziotti a bordo dell'auto di scorta (Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) e sequestrarono il presidente della Democrazia Cristiana. Moro venne caricato a forza su un'auto che si allontanò rapidamente verso una direzione in quel momento ignota. Il rapimento fu rivendicato con il primo dei nove comunicati che le Brigate Rosse inviarono durante i 55 giorni del sequestro. Il 9 maggio dello stesso anno, dopo 55 giorni di detenzione, al termine di un presunto processo del popolo, sarebbe stato assassinato per mano di Mario Moretti. Il cadavere di Moro è ritrovato il “9 maggio 1978” in una Renault 4 rossa in via Caetani, in pieno centro di Roma.
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