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Creme solari e protezione: quale quantità applicare?
di Redazione Web (del 07/07/2008 @ 16:59:44, Sezione Sanità)

«Più interesse, ma ancora tanta disinformazione e per la tutela della pelle non si può improvvisare o lasciarsi trasportare dalle suggestioni, magari di uno spot glamour. La protezione dai raggi solari nocivi soprattutto durante l’estate è fondamentale per adulti e bambini – spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia -.   Per ogni persona e per ogni progetto di vacanza, in modo semplice e facile, si possono misurare la melanina e il fototipo. La conoscenza professionale di ogni prodotto solare, permette al farmacista di consigliare la crema, il latte o il gel più appropriati. Ricordo, inoltre che i prodotti solari aperti, hanno un’efficacia stabilita in 12 mesi e quindi le creme che abbiamo acquistato l’anno scorso hanno perso la loro efficacia. Comunque prima di eliminarla possiamo chiedere consiglio al farmacista

 

QUANTA CREMA APPLICARE? Scelto un livello di protezione, la quantità da applicare deve essere uguale a quella utilizzata in sede di determinazione dell’ SPF, vale a dire 2 mg/cm2, pari a 6 cucchiaini da tè (36g circa) per il corpo di un adulto medio. L’applicazione di un quantitativo inferiore, ad esempio dimezzandolo, può ridurre fino a tre volte la protezione indicata. In pratica le variabili per stabilire la quantità di solare necessaria, sono dovute a fattori ambientali (l’ora del giorno, il tempo di esposizione – conclude Bacchini - la stagione, l’altitudine, la superficie di riflessione), e a fattori individuali (il tipo di pelle ed il tipo di pigmento melaninico(il fototipo)».

 

 

Un po’ di teoria

 

I solari sono una particolare classe di prodotti per la cura della pelle che contengono ingredienti attivi in grado di assorbire le radiazioni ultraviolette e prevenire gli effetti dannosi indotti dall’esposizione alla luce solare.

 

Negli ultimi anni l’acquisizione di nuove conoscenze di fotobiologia ha messo sempre più in evidenza gli effetti negativi della radiazione solare sulla pelle ed in particolare i danni cutanei a livello cellulare e molecolare causati dai raggi ultravioletti, i raggi UV.

 

Questi raggi possono essere divisi in tre regioni principali: UV-C (100-290 nm), UV-B (290-320 nm), UV-A (320-400 nm).

 

I raggi UV-C e la porzione a minore lunghezza d’onda dei raggi UV-B non riescono a raggiungere la superficie terrestre e quindi non interessano la pelle, la quale invece risulta esposta in parte ai raggi UV-B e principalmente ai raggi UV-A, che rappresentano più del 90% della radiazione ultravioletta

 

I raggi UV-B agiscono a livello dell’epidermide e provocano una reazione visibile e immediata della pelle: l’infiammazione (scottatura solare) e il suo conseguente arrossamento (eritema). Essi hanno un effetto mutageno sul DNA e costituiscano il principale fattore di rischio di cancro.

 

I raggi UV-A agiscono in profondità e sono i principali responsabili della degenerazione delle componenti del derma (collagene ed elastina) e dell’invecchiamento prematuro della pelle. Con gli UV-B  sono concausa di fotocarcinogenesi. Il danno da UV-A è silente nell’immediato ma tende ad accumularsi nel tempo, perché gli effetti compaiono a distanza di anni.

 

La cute si protegge dagli effetti dannosi della radiazione UV attivando dei meccanismi di fotoprotezione naturali che tuttavia costituiscono una protezione effettiva ma non sufficiente a prevenire gli effetti negativi delle radiazioni UV. I meccanismi di fotoprotezione naturali devono essere integrati con l’utilizzo di prodotti solari, che negli Stati Uniti, dove sono regolamentati dalla Food and Drug Administration, sono definiti come OTC mentre in Europa rientrano nella categoria dei prodotti cosmetici.

 

Per essere efficace un prodotto solare deve possedere un ampio spettro di protezione sia dalla radiazione UV-B che dalla radiazione UV-A.

 

A tale proposito la Commissione Europea ha emesso una raccomandazione, la n. 2006/647/CE, in cui ha precisato che l’efficacia protettiva di un prodotto solare deve essere espressa dal fattore di protezione solare o SPF (Sun protection factor ), che esprime il rapporto tra la quantità di radiazione necessaria per produrre una reazione eritematogena sulla pelle protetta dall’applicazione del protettivo solare e quella richiesta per produrre la stessa reazione senza alcun tipo di protezione: in parole più semplici, quanto tempo possiamo esporci al sole senza scottarci. E’ necessario quindi conoscere il fattore di protezioneUV-A, cioè il rapporto tra la dose minima UV-A necessaria per indurre una pigmentazione persistente della pelle protetta da un protettivo solare e la dose minima UV-A necessaria per indurre la pigmentazione minima sulla stessa pelle non protetta.

 

 

Indicazioni pratiche

 

 

il grado di protezione

 

Il grado minimo di protezione garantito da un prodotto solare è il seguente:

 

dagli UV-B un fattore di protezione 6

 

dagli UV-A  un fattore di protezione pari a 1/3 del fattore di protezione solare UV-A.

 

Attenzione: i prodotti per la protezione solare ad ampio spettro non sono in grado di garantire una protezione totale dai rischi derivanti dalla radiazione UV e quindi è bene ribadire che nessun prodotto per la protezione solare riesce a filtrare la totalità dei raggi UV. Ciò vale per tutti ma ancora di più per i bambini ed i neonati, per i quali l’uso dei solari non toglie il fatto che l’esposizione al sole dei piccoli deve essere molto più controllata dell’esposizione degli adulti. In ogni caso la regola prima a cui attenersi è evitare l’esposizione diretta della luce del sole dei neonati e dei piccoli, ed evitare per gli adulti l’esposizione eccessiva.

 

L’applicazione corretta

 

il solare deve essere spalmato in modo uniforme, su tutto il corpo, controllando che venga  assorbito con facilità e che mantenga idratata la pelle;

 

l’applicazione deve essere rinnovata di frequente, specialmente dopo il bagno e alle alte temperature.

 

la quantità di solare da applicare

 

 

 



 

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