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Ridurre le tariffe dell'acqua alle famiglie numerose
di Redazione Web (del 29/08/2007 @ 17:27:52, Sezione Cronaca)
“Le tariffe dell’acqua non devono penalizzare le famiglie numerose: occorre anzi mettere a punto sistemi tariffari tali da evitare almeno impropri costi aggiuntivi”. Lo ha affermato l’assessore alle politiche sociali del Veneto Stefano Valdegamberi, che ne ha parlato nel corso di un incontro con l’Associazione famiglie numerose e che sull’argomento ha scritto a tutti i presidenti degli Ambiti Territoriali Ottimali della Regione (le autorità d’ambito in materia di gestione del ciclo dell’acqua), invitandoli a predisporre specifiche iniziative, tenuto conto che in questo periodo si stanno aggiornando le tariffe dell’acqua potabile. “Tali tariffe – ha fatto presente Valdegamberi – prevedono infatti scaglioni agevolati commisurati al consumo di una famiglia media, così anche da scoraggiare sprechi o eccessi. Nel caso delle famiglie numerose, anche riducendo al minimo i consumi, quasi sempre però questi scaglioni vengono superati, con costi aggiuntivi non indifferenti e anche ingiusti per nuclei familiari che spesso già di per sé comportano un notevole sforzo economico”. Valdegamberi ha chiesto agli ATO, in sostanza, di prevedere una diversa articolazione degli scaglioni in funzione del numero dei componenti della famiglia, in maniera che quelle numerose non debbano pagare “costi per metro cubo di acqua addirittura tra i più elevati in assoluto”. “Potrebbe inoltre essere di grande utilità sociale – ha aggiunto Valdegamberi – anche l’introduzione di un fondo a sostegno delle situazioni difficili, applicando sulle tariffe una piccola quota aggiuntiva “di solidarietà”, destinata al sostegno delle situazioni familiari particolarmente disagiate, individuate sulla base del reddito e su richiesta individuale secondo eventuali appositi regolamenti”. “Si tratta di forme di attenzione sociale possibili che già alcuni ATO stanno per sperimentare e che invito tutti gli Ambiti ad adottare. Ma la questione – ha concluso l’assessore regionale – riguarda la generalità delle società di pubblici servizi, di massima poco attente alle problematiche delle famiglie numerose e che anzi applicano trattamenti e tariffe che risultano più favorevoli ai singoli che ai nuclei familiari. E’ una prassi che passa sotto silenzio, anche se è in palese contrasto con l’articolo 31 della nostra Costituzione, secondo il quale la Repubblica deve agevolare con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.

 

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