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Le Poste si sostituiscono alle farmacie. Federfarma Veneto minaccia azioni di protesta
di Redazione Web (del 26/05/2011 @ 18:05:41, Sezione Sanità)
«Siamo sbalorditi e agiremo di conseguenza» È questo il primo commento espresso da Marco Bacchini, presidente di Federfarma Veneto, l’Unione dei titolari di farmacia che riunisce 1.222 farmacie di tutta la regione, nella conferenza stampa svoltasi questa mattina nella sede di Federfarma Veneto a Mestre, alla quale erano presenti le rappresentanze delle sedi provinciali di Federfarma. La reazione nasce dall’accordo appena siglato dal Governatore della Regione Veneto Luca Zaia e Poste Italiane Spa, con l’amministratore delegato Massimo Sarmi, che comprende tra l’altro la prenotazione delle visite specialistiche (C.U.P. Centro Unico di Prenotazione) e la consegna di farmaci a mezzo posta. «Se non verremo subito ricevuti dal Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, bloccheremo tutti i servizi C.U.P. già attivi da anni in alcune zone della regione e in particolare nelle province di Vicenza, Venezia, Verona, Treviso e Rovigo (oggi completamente gratuito in alcune zone). Non vorremmo farlo perché non è giusto che sia il cittadino più debole a fare le spese di una politica poco lungimirante, ma stanti così le cose il futuro del servizio C.U.P. in farmacia ha poche possibilità di continuare ed ampliarsi, come in realtà vuole la legge nazionale 69/2009 sulla Farmacia dei servizi (i decreti attuativi sono appena stati pubblicati), a tutte le 1.222 aderenti a Federfarma Veneto. Ricordo che attualmente sono attivi anche i servizi di screening del colon retto che da oltre 5 anni viene effettuato gratuitamente nelle farmacie del Veneto e che ha permesso l'individuazione di molteplici casi di neoplasia, oltre a numerose altre iniziative di tutela della salute di tutte le fasce di età. Le farmacie, riconosciute a livello nazionale idonee a svolgere il servizio di C.U.P. per venire incontro a tutte le fasce di popolazione, con particolare attenzione a quelle più deboli, come gli anziani, non sono state nemmeno interpellate dalla Regione Veneto per sapere come avrebbero organizzato il delicato compito in oggetto - dice Marco Bacchini, presidente di Federfarma Veneto -. La nostra categoria non ha avuto alcuna risposta da Palazzo Balbi quando, nel gennaio scorso, esprimemmo le nostre perplessità in merito a concetti evidentemente irrilevanti per i nostri politici quali assenza di professionalità specifica, privacy, rapporto fiduciario con l’utente della farmacia, discrezione. Non riesco a capire quale sia il vantaggio per la cittadinanza visto, tra l’altro, l’orario ridotto degli uffici postali rispetto alle farmacie e la gestione della corrispondenza che proprio tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 ha raggiunto valori incredibili con ritardi di oltre due mesi nella consegna. Infine, ma non è certo l’argomento meno importante in questo periodo di crisi, se si parla dell’aspetto economico non capisco come questo accordo possa essere favorevole alla spesa pubblica, perché so per certo che il Governatore Zaia non possa valutare quella di Poste Italiane l’offerta più favorevole visto che non ha nemmeno voluto sapere quale sarebbe stata quella delle farmacie. «Questo accordo non tiene conto delle esigenze del cittadino più debole e dei servizi che dovrebbero essere sempre più a portata di mano - dice Flavio Magarini, Segretario regionale del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanza attiva – e, oltre alle valutazioni già espresse dai farmacisti non capisco come si possa affidare un servizio sanitario a chi non ha alcuna competenza in materia».

 

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