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Carenza di enzimi pancreatici. Allarmati pazienti fibrosi cistica
di Redazione Web (del 22/09/2017 @ 16:49:51, Sezione Sanità)
Dalla fine del giugno, dopo un anno di già scarsa reperibilità, moltissime farmacie su tutto il territorio nazionale, Veneto compreso, hanno cominciato ad accusare gravissime difficoltà nell’approvvigionamento di Creon nei dosaggi da 10000 e 25000. Si tratta di un farmaco a base di enzimi pancreatici di fondamentale importanza per la qualità di vita dei malati di fibrosi cistica nei quali le funzioni digestive sono estremamente ridotte. Un malato di fibrosi cistica deve assumere il farmaco ad ogni pasto e, naturalmente, non può privarsene nemmeno per brevi periodi. La Lega Italiana Fibrosi Cistica si è subito attivata interpellando, per prima cosa, la casa farmaceutica produttrice Mylan. Non ottenendo risposta, si è quindi rivolta all’Agenzia italiana del Farmaco Aifa che, dopo il sollecito del 26 luglio, ha fatto sapere che la fornitura del farmaco aveva effettivamente incontrato una battuta di arresto tra il 30 giugno e il 7 luglio dovuta al "cambio del sistema di gestione degli ordini" presso la ditta produttrice. “Aifa ci aveva rassicurato che da parte del produttore c’era la massima disponibilità a rimettere in commercio il farmaco le cui scorte, secondo i loro riscontri, non sarebbero mai venute meno – dice Patrizia Volpato presidente Lifc Veneto – di fatto però la situazione di criticità si è prolungata per tutto il mese di agosto e in molte zone anche in questa prima metà di settembre. Nello stesso Veneto per diverse settimane la continuità terapeutica è stata affidata alla professionalità dei farmacisti che hanno fatto di tutto per esaudire le richieste, più che all’efficienza di un sistema che, data la delicatezza del settore, dovrebbe funzionare alla perfezione” aggiunge Volpato. Le ultime parole di rassicurazione sono arrivate pochi giorni fa direttamente dal Ministero della Salute: rispondendo ad una interpellanza parlamentare dei deputati Paola Binetti e Pino Pisicchio, ha fatto sapere che “la situazione di indisponibilità del medicinale è previsto che termini entro il 1° ottobre p.v.”. “Ci auguriamo il rispetto del nuovo termine – conclude Volpato – migliaia di famiglie attendono di tornare alla ‘normalità’ di una malattia che di per sé è già abbastanza impegnativa”.

 

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