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Il ruggito finale di Paolo cuor di leone
di Redazione Web (del 29/11/2006 @ 17:14:51, Sezione Bulldog)
Bulldog un sospetto ce l’ha. Ed è questo: Paolo Zanotto non avrebbe affrontato a muso duro Elio Mosele sulla Fondazione, mettendolo oggettivamente in un angolo e obbligandolo a reagire così come ha reagito, se non ci fosse aria di elezioni. Perchè se il punto di vista del Comune è più o meno questo - «Il socio “pesante” sono io, comando io, decido io, e a tutti gli altri tocca un ruolo pari al peso percentuale e ai soldi realmente versati e/o ai servizi forniti» - allora non si capisce perchè in Fiera ci sia un presidente che appare sgradito al vertice istituzionale di Palazzo Barbieri o perchè al Consorzio Zai l’azionista che ha l’80% del capitale sia in minoranza e il presidente sia espressione della minoranza. Zanotto, appare a Bulldog, reagisce allo sgarro estivo della presidenza Zai (dove venne fucilata il candidato del sindaco, Michela Sironi Mariotti) con un altro sgarro. Il che dimostra che arriveranno da fronti diversi, ma i politici della nostra città hanno tutti una visione della realtà un po’ distorta. Conta poco il bene dell’ente e della collettività, quel che è fondamentale è che chi non la pensa come me non faccia parte della mia lobby, non vada nella mia identica chiesa, non faccia strada. Punto a capo. Questo compito la classe dirigente veronese lo ha clamorosamente mancato. Potrà affannarsi fin che vuole Claudio Orazi, ma dubitiamo che Verona - con questi chiari di luna - possa diventare mai “capitale europea della cultura”. Alla Società Letteraria, pochi giorni fa, in un dibattito pubblico su questo tema, Alfredo Meocci chiedeva un tavolo bipartisan per riuscire a concretizzare questo sogno. Un tavolo che manca da diversi anni e che sarebbe un esempio di come la città possa essere capace di unirsi per raggiungere obiettivi grandi e comuni. La risposta di Zanotto è arrivata quasi in tempo reale seppur per interposta domiciliazione: di fare un tavolo, in realtà, questa politica non ne ha voglia. Non ne ha voglia oggi che mancano sei mesi al voto; figuriamoci cosa accadrà nei prosimi 180 giorni. O cosa possa accadere in Fiera se Gigi Castelletti si schierasse come challenger di Zanotto...Certo che così facendo, il prossimo sindaco avrà un bel po’ di macerie da tirar su a giugno...

 

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