www.giornaleadige.it

 

homepage : articolo : stampa
Medicine di gruppo integrate per Federfarma serve revisione
di Redazione Web (del 07/04/2018 @ 11:58:26, Sezione Sanità)
«Abbiamo sempre guardato con molta attenzione alla riorganizzazione dell’assistenza territoriale in quanto riteniamo che essa debba garantire la reale accessibilità del cittadino alle cure, la continuità e l’uniformità assistenziale su tutto il territorio regionale – spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, l’Associazione dei titolari di farmacia -. La preoccupazione, già espressa all’indomani dell’approvazione delle “Linee di indirizzo e operative per l’attuazione della D.G.R. n. 41 del 18.1.2011 – medicina generale” varate quindi sette anni fa dalla Giunta regionale del Veneto, si è rivelata corretta. Le forme di concentrazione dei medici di medicina generale in alcune realtà non hanno portato ad un miglioramento di servizio e assistenza per il cittadino; infatti la chiusura degli ambulatori nei piccoli centri abitati ha tolto una presenza sanitaria di riferimento. Inoltre lo spostamento dei flussi di pazienti in queste strutture sposta anche i flussi per l’approvvigionamento dei farmaci togliendo oltre al binomio medico/farmacista, anche la sostenibilità della farmacia determinandone la chiusura. La razionalizzazione e la volontà di creare strutture concentrate più specialistiche in modo non capillare non risponde alle esigenze quotidiane della gente e del tessuto sociale. Già assistiamo alla concentrazione delle strutture ospedaliere, e perseguire totalmente questa finalità con gli ambulatori medici non può essere positivo. A nostro avviso occorre invece andare incontro alle aspettative della nuova sanità che punta alla territorializzazione della cronicità. Riteniamo condivisibile l’analisi effettuata dall’assessore alla Sanità della Regione Veneto Luca Coletto, e l’idea che queste aggregazioni, proprio per le motivazioni sopra esposte, possano essere un’opportunità solo se realizzate non in aree a bassa densità abitativa, perché in tali zone ampi territori verrebbero ad essere sguarniti, bensì in realtà particolarmente abitate. Una considerazione che Federfarma Verona, con il 94% delle farmacie associate sull’intero territorio provinciale (237 sul totale di 253) tocca con mano quotidianamente - conclude Bacchini -raccogliendo le impressioni degli utenti che vivono sulla propria pelle lo spopolamento delle zone rurali e montane anche a seguito della sottrazione di servizi primari».

 

 giornaleadige.it © Copyright 1999-2018 Tutti i diritti riservati. - Privacy