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"Mucca pazza" ancora casi in Veneto
di Redazione Web (del 19/07/2018 @ 16:39:41, Sezione Sanità)
«Due episodi in pochi giorni testimoniano come la questione della mucca pazza non sia purtroppo un capitolo chiuso e che andrebbero fatte ulteriori riflessioni sulle attività preventive». È quanto afferma il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito del doppio caso del morbo di Creutzfeldt-Jakob, la cui variante più nota è appunto quella della ‘mucca pazza’. «La scorsa settimana - ricorda Zanoni - è morto a Mirano un anziano di Martellago dopo tre anni e mezzo di malattia, mentre a Treviso è ricoverata da settimane una donna, le cui condizioni sono progressivamente peggiorate. In passato in Veneto e soprattutto nella Marca trevigiana si sono verificati diversi decessi attribuiti all’encefalopatia spongiforme bovina e ogni anno questa patologia provoca in media cinque vittime. Lo scorso ottobre avevo presentato un’interrogazione, dopo il decesso in estate di due donne, chiedendo quali fossero le cause. La risposta è arrivata solo a maggio, confermando il morbo di Creutzfeldt-Jacob in un solo caso, poiché nell’altro non era ancora disponibile la documentazione sanitaria”. “L’assessore alla Sanità tuttavia evidenziò come gli episodi segnalati sembrassero indicare ‘un quadro di Malattia di Creutzfeldt-Jacob (CJD) a forma sporadica’, di cui non è nota la causa, colpisce persone in età superiore ai 50 anni ed ha un decorso molto rapido, circa quattro mesi. Gli episodi più recenti però sono sicuramente diversi: a Martellago l’ex macellaio è morto dopo tre anni e mezzo di malattia, i test effettuati sulla donna ricovera a Ca’ Foncello avrebbero evidenziato un quadro clinico compatibile con infezione da prioni, gli agenti infettivi non convenzionali, di natura proteica, che colpiscono il sistema nervoso centrale, responsabili della malattia negli umani. Nessun allarmismo ma neanche nessuna sottovalutazione - conclude Zanoni - per questo auspico che la Regione intervenga con maggior forza sul versante preventivo».

 

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