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I soldi della Fondazione? in Camera di commercio
di Matteo Cavejari (del 18/02/2006 @ 09:10:00, Sezione Inchiesta)

I tentennamenti della Camera di Commercio bloccano al palo la Fondazione Arena. Questa almeno è l'opinione che si sta facendo largo in Comune e all'interno dello stesso Cda areniano, sospeso tra progetti di rilancio e risorse ogni anno più ristrette.
E pure dalla Fondazione Cariverona i rubinetti si aprono con molta fatica, mentre Paolo Biasi ha mandato un manager di fiducia, Giovanni Aspes, a controllare come vanno le cose dentro il consiglio d’amministrazione. Ma in generale è l'apparente freddezza delle categorie produttive e dell'imprenditoria privata veronese che rischia di rendere incerto il futuro dell'ente guidato dal sovrintendente Claudio Orazi. «Al momento la Camera di Commercio è il vero tassello mancante. A giorni dobbiamo votare il bilancio previsionale e ancora non sappiamo se ci sarà un contributo dell'ente camerale e a quanto ammonterà», dice il vicepresidente della Fondazione Lino Venturini. La polemica è figlia di quanto successo lo scorso anno, quando il contributo della Camera di Commercio (oltre 3 milioni di euro) arrivò ufficialmente solo a dicembre.
«è sorprendente che ci sia questa titubanza, anche perché gli spettacoli areniani hanno una sicura ricaduta positiva su tutte le attività produttive cittadine», dice Venturini. E gli altri privati che fanno? Calzedonia e qualche altro entreranno quest'anno con un primo contributo, mentre soci fondatori come il Banco Popolare e la Fondazione Cariverona confermano il loro sostegno. Ma si tratta ancora di investimenti limitati e nettamente minoritari rispetto ai contributi pubblici. A quanto pare la Fondazione Cariverona sarebbe anche disposta a sborsare di più, ma vuole farlo alle sue condizioni. Non si spiega altrimenti la scelta di attribuire nel Cda areniano al manager Giovanni Aspes funzioni da amministratore delegato, in affiancamento (o commissariamento?) al sovrintendente Claudio Orazi. «Certo questo è un segnale importante di interessamento - dice Lino Venturini - se poi la Cariverona deciderà di impegnarsi di più anche finanziariamente, ben venga. I bilanci della Fondazione Arena stanno tornando a posto grazie ai sacrifici di tutti. Questo sarebbe il momento di aumentare gli investimenti strutturali e la promozione delle attività».
Il problema è capire se il Comune darà mano libera alla Fondazione Cariverona, rischiando il fuoco incrociato del centro destra e di parte della stessa maggioranza che da tempo accusano il sindaco Zanotto di svendere la città alle banche (vedi valzer dei contenitori e polo finanziario). In attesa dei privati, al capezzale dell'ente areniano per ora si vedono soprattutto gli enti pubblici. A parte gli stanziamenti del Comune e i contributi del governo (12 milioni previsti), negli ultimi mesi anche Regione e Provincia sembrano darsi una mossa. In particolare i Palazzi Scaligeri stanno rilevando la quota dell'Accademia Filarmonica nella Fondazione. Ma l'impegno è solo annuale e su questo si sono concentrati gli attacchi dell'opposizione.
«La scelta di Mosele è ambigua - dice Luciano Sterzi, consigliere provinciale della Margherita - lo aveva detto anche il consulente Fiorini che l'impegno nella Fondazione doveva essere strategico e quindi programmato per almeno tre anni. Invece così è solo un modo per avere una poltrona in più da assegnare». Ed è proprio la precarietà delle risorse in questo momento la spada di Damocle sull'ente areniano. Infatti come si fa a fare programmi di lungo periodo se non si sa quanti soldi ci sono? Inevitabile che le attività di marketing e gli investimenti strutturali restino al palo. Così come resta al palo l'opportunità di utilizzare a pieno regime i laboratori areniani per offrire servizi anche ad enti fuori dalla provincia e dalla regione (con relative entrate).

L'Adige, 18 Febbraio 2006, pagg. 1 e 3

 

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