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Annata da molto buona ad ottima, con punte di eccellenza, forza e profondità, pur non presentando mediamente la ricchezza aromatica del 2011.
Sono quindi 4 le stelle attribuite all’annata 2012 e annunciate oggi nel corso del convegno inaugurale di Anteprima Amarone, organizzata dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella e giunta alla sua 13esima edizione.
Elemento distintivo è stato l’andamento climatico che è riuscito a mettere in maggiore evidenza le diverse caratteristiche delle zone di produzione. Un’annata molto calda con note di grande concentrazione ed espressione aromatica che conferiranno all’Amarone della Valpolicella un sempre maggior appeal internazionale pur mantenendo la sua forte tipicità.
 “L’influenza del territorio ha superato l’effetto dell’annata”, dice Diego Tommasi direttore del CRA di Conegliano, “il 2012 ha registrato un andamento climatico che si è stabilizzato solo alla fine d’agosto. Il caldo estivo ha determinato una netta differenziazione fra le zone e la gestione idrica del vigneto. Quindi annata molto buona con una spiccata riconoscibilità fra le vallate, legata ai valori ambientali e alle diverse forme di allevamento.”
 L’Amarone della Valpolicella 2012 avrà un alto grado di morbidezza con tannini non aggressivi, sentori di frutta nera matura con leggere note di confettura e floreale, risultando un vino potente ma allo stesso tempo complesso ed elegante
. ...

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Se l’estero rappresenta una componente fondamentale del mercato dell’Amarone, la mappatura di quello interno rivela una presenza importante di questo vino nel canale Horeca (25%) ed un ruolo altrettanto importante della vendita diretta in cantina che, sebbene sia pari a circa il 12% a livello medio di aziende, arriva a superare il 20% nel caso dei produttori più piccoli.
Quei produttori che faticano ad arrivare agli scaffali della GDO, canale di vendita presidiato dalle aziende di maggiori dimensioni (con oltre 10 milioni di fatturato).
Un dato positivo, emerso dall’Osservatorio dei Vini della Valpolicella curato da Wine Monitor di Nomisma e presentato nel corso del convegno inaugurale di Anteprima Amarone 2012, che, come dice Christian Marchesini, presidente del Consorzio, “conferma il ruolo di brand Ambassador del territorio nel mondo del Grande Rosso Veronese, ma soprattutto volano per lo sviluppo dell’economia locale e la sua valorizzazione turistica”.
“Secondo il 35% dei produttori, è la denominazione d’origine a rappresentare il principale fattore di successo dell’Amarone all’estero, prima ancora della notorietà del brand aziendale (lo pensa il 21%) e dell’origine italiana (15%)”, sottolinea Denis Pantini di Wine Monitor di Nomisma, “In effetti, quasi 1 produttore su 2 ritiene anche che la zona di produzione rappresenti il principale fattore strategico su cui puntare per valorizzare maggiormente l’Amarone all’estero.”
Per le aziende, i mercati di punta sui quali vale la pena investire nella promozione dell’Amarone (e quindi sui quali si intravvedono prospettive di crescita) figurano Stati Uniti, Cina, Russia e Canada. Aree queste, assieme al Nord Europa, dove si concentra il 60% dell’Amarone della Valpolicella che varca i confini del Bel Paese.
D’altronde, circa il 45% dei produttori ritiene che sui mercati esteri si riesca a spuntare un prezzo mediamente più alto a quello del mercato nazionale (1 produttore su 5 dichiara di ottenere prezzi più alti di oltre il 10%).
La percezione dei produttori trova conferma anche nelle statistiche. Stati Uniti, Cina e Canada figurano tra i primi mercati al mondo per valore di consumo di vini rossi oltre ad essere quelli che negli ultimi cinque anni hanno registrato le crescite più alte di tali valori, assieme proprio alla Russia. Non solo. Guardando alle prospettive di sviluppo per il prossimo quinquennio, sono gli stessi mercati ad evidenziare le crescite più alte.
Andando nel dettaglio del posizionamento e delle quote di mercato dell’Amarone all’estero, la Germania (18%), la Svizzera (14%) e il Canada (13%) si configurano come i principali paesi di destinazione.
A ruota seguono gli Stati Uniti (10%), la Scandinavia (principalmente con Danimarca e Svezia) e il Regno Unito ....

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Al LiveDog Park di Verona, da domenica 31 gennaio, entra in funzione la nuova LiveDogTeca, uno spazio dove poter lasciare il proprio amico a quattro zampe per qualche ora, mezza giornata o l'intera giornata. L'iniziativa LiveDogTeca nasce dal bisogno espresso da molti proprietari di lasciare il cane in buone mani se devono assentarsi nell'arco della giornata o recarsi in luoghi dove gli animali non possono accedere. Non si tratta però di una pensione, infatti non è possibile lasciare il pet anche la notte. Si tratta piuttosto di un servizio innovativo poiché negli spazi recintati e protetti del ...

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Accordo Europa-Tunisia per l'importazione di 35mila tonnelate l'anno di olio d'oliva ancora al centro del dibattito politico. Da Bruxelles arriva una precisazione da parte di Salvatore Cicu, dei Popolari europei, europarlamentare eletto in Sardegna: «Devo chiederle di correggere il passaggio del vostro articolo di ieri, 27 gennaio, sulla votazione da parte di alcuni parlamentari europei. Personalmente, come componente della commissione INTA (la commissione che segue gli Affari internazionali) ho votato contro il complesso del provvedimento. Inoltre, mi sono dimesso da relatore ombra del provvedimento proprio per affermare la mia assoluta contrarietà e per rimarcare la necessità che l'Europa dia la massima tutela ai produttori europei, in particolar di modo quelli Italiani».
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Un nuovo controllo è stato effettuato questa mattina dalla Polizia municipale in alcune aree tra corso Porta Nuova, volto San Luca, via dei Mutilati e nella zona di vicolo del Guasto per verificare la presenza di ragazzi e adolescenti in orario scolastico. Sono 12 i giovani che hanno sostenuto di essere regolarmente lontani da scuola, ma sui quali sono in corso accertamenti. La Polizia municipale ha informato i responsabili della scuola e invierà una comunicazione ai genitori.
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di Redazione Web (del 28/01/2016 @ 08:38:47, Sezione Solidarietà)
Nella Sala Rossa al Palazzo Scaligero, il presidente Pastorello ha presentato la 7^ edizione del Pellegrinaggio al Monumento Nazionale dedicato ai “Martiri di Nikolajewka”, a Soave sabato 30 gennaio a partire dalle ore 9 al Municipio di Soave con deposizione della corona all'Isola della Memoria per concludersi alle ore 10 davanti al Monumento nazionale. Erano presenti: Lino Gambaretto, sindaco di Soave; Cavalier Vittorio Iannotta, assessore alle associazioni d'arma; Generale Edgardo Pisani, presidente Assoarma; Tenente Roberto Pellegrini, vice presidente Assoarma; Gastone Ballone, collaboratore Assoarma; Onorevole Savio Gastone per Rotary Soave 2006. Il pellegrinaggio celebra i caduti di tutte le nazioni nella Campagna di Russia 1941 – 1943. Nel corso della cerimonia le autorità politiche, civili e militari si recheranno all'isola della Memoria, dove verrà deposta una corona per rendere omaggio ai soldati deceduti. Il pellegrinaggio vuole mantenere ...

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“La sanità veneta monitora da tempo la presenza del virus Zika, sia nelle zanzare che ne sono il vettore, sia negli umani. La situazione è quindi completamente sotto controllo e non c’è alcun motivo di allarme”. Lo fa sapere l’Assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, in relazione alle notizie su casi di persone infettate in ...

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di Redazione Web (del 27/01/2016 @ 19:05:09, Sezione Economia)
I tempi per i pagamenti da parte della Regione del Veneto stanno significativamente migliorando. Lo attestano i dati che, per legge, vengono pubblicati sui siti istituzionali. “L'indicatore – spiega il vicepresidente e assessore al bilancio Gianluca Forcolin – mostra di quanti giorni in media vengono sforate le scadenze contrattuali per i pagamenti dei debiti commerciali. La massima tolleranza ammessa dalla legge è uno sforamento di 60 giorni. L'anno scorso, per il nostro bilancio generale l'indice si era attestato a 47 giorni. Ora il dato medio è di 22 giorni calcolati su tutto l'arco dell'anno”.
“Va però fatto notare – aggiunge Forcolin – che nella fase finale del 2015 siamo riusciti a far registrare un’ulteriore ottimizzazione dei tempi: nell’ultimo trimestre infatti l’indice è stato di 6 giorni. Alla luce dei risultati conseguiti mi sembra si possa dire che l’azione di razionalizzazione della spesa che abbiamo avviato, dando priorità al pagamento dei debiti contratti dall’amministrazione regionale e ampliando i plafond di cassa effettivamente utilizzabili, stia producendo i suoi effetti".
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Regionalizzare il debito pubblico italiano in cambio di più autonomia alle regione virtuose. La proposta è del capogruppo della Lega Nord in Regione Veneto, Nicola Finco, che in una nota commenta quanto apparso ieri su tutti i maggiori quotidiani in merito all’allarme della U.E. sul maxi-debito pubblico italiano.
 “Un debito – scrive l’esponente leghista - che al 30/11/2015 ha raggiunto la preoccupante, quanto assurda, quota di ben 2.211.882 milioni di euro di cui ben il 95,7% a carico delle amministrazioni centrali e solo il 4,3% di quelle locali (Regioni 1,5, Province 0,4, Comuni 2,0%, altri enti 0,5%).
Fino a quando non metteremo mano alla spesa pubblica con il criterio dei costi standard il debito continuerà a crescere e le amministrazioni pubbliche sprecone continueranno a scialacquare”.
“Oltre all’applicazione dei costi standard per tutte le amministrazioni pubbliche, soprattutto per quelle centrali, - spiega Finco - noi veneti potremmo accollarci una parte del debito pubblico nazionale pari a 122 miliardi di euro, che ripagheremo in pochi anni, tenendoci il nostro residuo fiscale che ammonta a oltre 20 miliardi l’anno. Sembra un paradosso, ma è il prezzo con cui il Veneto, che non ha responsabilità sul debito pubblico, potrebbe finalmente essere libero e godere di una vera autonomia e continuando, comunque, ad essere solidale”.
 “Non è una proposta strampalata e demagogica, - precisa - ma assolutamente concreta e realizzabile: se prendiamo l’intero ammontare del debito pubblico, che sottrae al Paese quasi 90 miliardi l’anno di interessi (terza voce di spesa del Paese dopo Sanità e sociale e prima dell’istruzione!), potremmo decidere di ripartirlo equamente tra le 20 regioni. In che modo? Attraverso la media di tre criteri: la responsabilità storica, la demografia, e la capacità fiscale (cioè la distribuzione del PIL)”. ...

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“Crediti inesigibili, sofferenze, impieghi, termini che negli ultimi tempi sono diventati più usuali del solito, in relazione alle vicende che coinvolgono gli istituti di credito, al netto dei comportamenti delinquenziali di qualcuno per i quali ci auguriamo che la magistratura faccia giustizia, rapidamente”.
 Il Presidente di Confartigianato Verona, Andrea Bissoli, introduce così uno studio della Confederazione artigiana, su dati della Banca d’Italia, che, tra le 110 province italiane, colloca Verona all’83% posto nella classifica nazionale delle sofferenze bancarie rispetto agli impieghi, a carico del totale delle imprese scaligere.
Secondo l’analisi a livello nazionale, a giugno 2015 a fronte di crediti bancari ad imprese e famiglie per 1.532,4 miliardi di euro, si registrano crediti deteriorati per 348,9 miliardi, pari al 22,8% del credito totale, e tra questi le sofferenze raggiungono i 204,6 miliardi, pari al 13,4% dei crediti; il tasso di copertura delle sofferenze – dato dall’ammontare delle rettifiche di valore in rapporto alla corrispondente esposizione lorda – è del 58,7%.
La comparazione europea proposta nel Fiscal Sustainability Report 2015, pubblicato lo scorso 18 gennaio, evidenzia che nel 2014 la quota di prestiti deteriorati in Italia è del 15,8%, superiore al 6,9% della Spagna, al 3,6% della Francia, e al 2,5% della Germania.
Nell’ultimo anno la loro crescita è stata di 2,9 punti, superiore all’aumento di 0,7 punti in Germania mentre in Francia e Spagna la quota di NPL è scesa di 1 punto.
Sulla base dei dati per classe di grandezza della sofferenza del Bollettino statistico di Banca d’Italia, pubblicato venerdì scorso, si osserva che al III trimestre 2015 il 70,3% delle sofferenze nette – al lordo delle svalutazioni e al netto dei passaggi a perdita eventualmente effettuati – si concentra sopra i 500.000 euro, e si riferisce al 4,7% degli affidati, con un valore medio di 2,2 milioni di euro, maggiormente compatibile con il taglio del finanziamento di medie e grandi imprese.
 “Sotto tale soglia – afferma il Presidente di Confartigianato Verona - troviamo il 95,3% degli affidati in sofferenza che rappresentano solo il 29,7% dell’importo, con un valore medio di 46mila euro”.
Considerando i prestiti al totale delle imprese, al III trimestre 2015 l’incidenza delle sofferenze è pari al 16,8%; una maggiore incidenza, pari al 27,6%, nelle Costruzioni, segue con il 16,4% il Manifatturiero e con il 13,9% il comparto dei Servizi ad altri. ...

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di Redazione Web (del 27/01/2016 @ 16:31:59, Sezione Solidarietà)
La città di Verona ha ricordato questa mattina il 71° anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio del 1945. Le iniziative promosse dall’Amministrazione comunale in occasione della Giornata della Memoria hanno preso il via in piazza Bra, con la deposizione di una corona d’alloro al monumento dei Deportati. A seguire, in Gran Guardia, si sono tenuti gli interventi del Prefetto ...

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“L’Unione Europea fa politica estera a spese nostre e non si interessa se con le sue scelte mette a rischio una filiera produttiva di alta qualità come quella dell’olio di oliva”. Il consigliere regionale leghista Alessandro Montagnoli non lesina critiche alla commissione sul commercio internazionale del Parlamento Europeo “che ha dato il via libera all’aumento di 35 mila tonnellate all’anno di olio d’oliva tunisino che l’Ue importerà senza imporre dazi: arriverà il 40 per cento di olio in più dalla Tunisia – ha spiegato Montagnoli – L’impatto di questa decisione può essere devastante per l’olivocultura italiana già alle prese in alcune aree, pensiamo alla Puglia, a con alcuni problemi gravissimi come il contenimento del batterio della Xylella fastidiosa”.
 “L’impatto dell’importazione europea di 35 mila tonnellate di olio tunisino in Europa avrà effetti gravissimi: per la produzione olivicola veronese del Garda o della Valpolicella, quella berico-euganea e della fascia Pedemontana del Grappa, caratterizzate da un olio delicato di straordinaria qualità, i rischi sono evidenti per non parlare del pericolo di un incremento della contraffazione dei nostri prodotti.
Sappiamo bene che una gran parte di olio d’oliva venduto come italiano in Europa italiano non è”.
L’esponente leghista spiega: “La commissione sul commercio del Parlamento Europeo ha preso questa decisione per aiutare la Tunisia, gravemente colpita da una crisi economica accentuata dal terrorismo islamico. Forse non è un caso se questa solidarietà non ha costo alcuno per nazioni come la Germania, Gran Bretagna, Olanda, Belgio e via via dicendo.
Insomma, facile fare i solidali con i soldi altrui: a pagare saremo noi e mi chiedo con che faccia potranno rivolgersi ai nostri produttori gli europarlamentari italiani, Alessia Mosca e Goffredo Bettini del PD e Salvatore Cicu di Forza Italia, che in commissione hanno votato a favore di questo provvedimento suicida.
Il primo ministro Matteo Renzi fa finta di alzare la voce con l’Europa, ma poi il Pd vota provvedimenti che impoveriscono l’economia italiana e un segmento di altissima qualità, la filiera dell’olio d’oliva. Incredibile – ha concluso Montagnoli – anche la posizione dell’Alto Commissario, Federica Mogherini, che commentando il via libera all’olio tunisino parla di segnale forte di solidarietà: sì, solidarietà pagata dai produttori del Garda o della Valpolicella, dei colli Euganei-Berici., del Grappa e della Marca Trevigiana solo per rimanere in Veneto. ...

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di Redazione Web (del 26/01/2016 @ 16:58:20, Sezione Economia)
Ieri notte Moody’s Investors Service (Moody’s) ha risolto la Review per Upgrade sul rating di Lungo Termine sui Depositi del Banco Popolare iniziata il 29 ottobre2015, alzandolo da “Ba3” a “Ba2” e ponendolo in Outlook Stabile. Restano invariati tutti gli altri rating del Gruppo. Per ulteriori informazioni si rimanda al report pubblicato da Moody’s.
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E' un invito a gettare lo sguardo (e il cuore) oltre l'ostacolo e a pensare alla gestione del territorio confrontandosi con il carattere internazionale che contraddistingue i migliori territori vitivinicoli al mondo, quale è la Valpolicella, quello che Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar (230 soci, oltre 700 ettari di vigneto) rivolge ai sindaci di Negrar, San Pietro in Cariano, Marano, Fumane e Sant’Ambrogio, i 5 comuni della Valpolicella Classica.
 "Una grande denominazione come la Valpolicella, che ha nell'Amarone il vino simbolo a livello mondiale, avrebbe bisogno di una gestione del territorio e del paesaggio più coordinata, con regole condivise da tutte le amministrazioni comunali che la governano", afferma Bighignoli.
5 Comuni, ma per i produttori, un unico territorio.
"Quando vendiamo all'estero i nostri vini, noi produttori vendiamo il "brand Valpolicella", non certo l'appartenenza a una singola vallata, che rimane un'importante peculiarità da raccontare ai consumatori per far apprezzare ancor più i nostri vini", aggiunge Daniele Accordini, direttore della Cantina.
"A nostro avviso, anche le 5 amministrazioni della Valpolicella Classica dovrebbero riuscire a pensare come fossero un unico ente territoriale in grado di mediare tra i vari portatori d'interesse: i viticoltori, gli ambientalisti, e gli enti istituzionali extraterritoriali che vengono di volta in volta coinvolti nella progettualità di un'area vitivinicola.
Per continuare a competere nello scenario mondiale, sarebbe importante per i produttori poter contare su una politica unica di gestione che abbia a cuore l'interesse del territorio nella sua interezza. Comprendiamo la difficoltà, ma è uno sforzo che una grande denominazione come la Valpolicella dovrebbe saper fare", conclude Bighignoli.
Amarone 2012 e vendemmia 2015.
L'invito della Cantina rivolto ai Sindaci della Valpolicella Classica ad un'unitarietà vitivinicola di intenti arriva a pochi giorni da Anteprima Amarone, evento di interesse mondiale organizzato dal Consorzio Valpolicella (30-31/1/16, Verona, Palazzo della Gran Guardia), ed a cui la cantina Cooperativa negrarese parteciperà servendo in degustazione l'annata protagonista dell'evento, il 2012, e come annata storica, l'Amarone Vigneti di Jago 2008. ...

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Il primo giugno aprirà regolarmente la stagione per le Terme di Recoaro, nel vicentino. E’ questo l’impegno emerso al termine dell’incontro che il vicepresidente della Regione del Veneto, Gianluca Forcolin, ha avuto oggi a Valdagno, insieme al presidente della prima commissione del Consiglio regionale Marino Finozzi, con il liquidatore della Società Terme di Recoaro s.r.l. nominato a fine dicembre dalla giunta regionale, Nicola Serafini, e i rappresentanti delle categorie economiche e imprenditoriali dell’area.
 “Il risultato di oggi – ha sottolineato Forcolin a fine incontro – è estremamente positivo. Il nostro obiettivo era di mettere in collegamento il liquidatore appena nominato con la realtà imprenditoriale del territorio in modo da fare sinergia tra tutti i soggetti che hanno mostrato interesse alla valorizzazione del compendio termale, con la prospettiva di creare opportunità economiche, turistiche e occupazionali per il futuro”.
 “Noi come Regione – ha aggiunto il Presidente Finozzi - abbiamo confermato il nostro impegno per portare avanti il percorso di rilancio delle terme recoaresi e il liquidatore, confortato da quanto espresso nel corso dell’incontro, ha annunciato l’apertura regolare della stagione a inizio giugno”.
Questo percorso – è stato detto nel corso dell’incontro - sarà caratterizzato da una prima fase transitoria, conseguente all’espletamento di tutte le procedure necessarie per la liquidazione dell’attuale società di gestione del compendio termale e il passaggio di proprietà alla Regione. ...

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L'ADIGE di Verona

Autorizz.Tribunale C.P. di Verona
nr. 1356 del 16/3/99
Iscrizione al Registro Nazionale della
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