Direttore Beppe Giuliano
Settimanale di Verona
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Elenco articoli pubblicati (in ordine cronologico)

Spettacolo di beneficenza all'Auditorium della Gran Guardia, venerdì 3 febbraio alle 21 per la realizzazione della nuova Chirurgia dell'ospedale di Marituba in Amazzonia dell'Opera Don Calabria. La struttura nel nord del Brasile oggi è punto di riferimento sanitario per un milione di persone la maggior parte poveri che non avrebbero accesso a cure dignitose. “Ti racconto Marituba” non è solo uno spettacolo, ma il racconto della meravigliosa storia dell'ospedale dell'Opera Don Calabria che si trova alle porte dell'Amazzonia. E anche l'occasione per contribuire alla realizzazione delle nuova Chirurgia generale della struttura brasiliana, diventata punto di riferimento per un milione di persone, la maggior parte poveri che non avrebbero accesso a cure dignitose. A ripercorre la vicende che hanno portato alla nascita dell'ospedale Divina Providencia di Marituba e al suo consolidamento sarà fratel Gedovar Nazzari, uno dei fondatori vent'anni fa del nosocomio brasiliano. Oggi il religioso ...

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Ecco la magnifica dozzina: gli Amarone DOCG 2013 che più hanno impressionato alla degustazione cieca svolta da Euposia all’Anteprima Amarone che si è iniziata oggi in Gran Guardia a Verona. Presenti all’Anteprima 78 Cantine; ben 83 gli Amarone degustati e di questi ben 49 sono campioni prelevati da botte. Una prima nota generale registra un livello qualitativo molto omogeneo, dalla media non indifferente e senza strappi né verso un’eccellenza marcata né verso una mediocrità pericolosa. Prosegue il lavoro verso un’eleganza di fondo che celi la forza e la vigoria tipiche di questo super-venetian. A maggior ragione – visto il numero considerevole di prove di botte – tutti questi vini debbono godere del beneficio del dubbio: sono ancora molto giovani, hanno un enorme potenziale da sviluppare proseguendo l’affinamento in botte prima ed in bottiglia poi. Quando andranno sul mercato potranno assumere tratti differenti, certamente più marcati e personalizzati. Ma la base di partenza per l’annata 2013 comunque c’è ed è molto interessante: si tratta di un’annata che garantirà longevità ai vini che quindi vanno considerati in prospettiva. Ed ecco la “awesone dozen”. Albino Armani, Cuslanus Campione di botte. Vigneti nella zona di Marano di valpolicella, antichi terrazzamenti fra 350 e 550 metri slm. Appassimento in alta collina. Questo Amarone sarà sul mercato dalla primavera del prossimo anno. Note marcate di frutta rossa, prugna cpon un interessante erbaceo con note di the nero e rabarbaro. Montezovo-Cottini Campione di botte. I vigneti sono al margine più occidentale della Valpolicella, 140 ettari a Caprino, con vigneti sino a 850 metri slm in località Spiazzi. C’è stato un profondo lavoro, in profondità, in questa cantina verso l’eccellenza. E questo è il risultato: Amarone disponibile dal prossimo autunno, dal palato ricco e lungo, con note di ciliegia, spezie dolci, camomilla e fiori di campo. Molto gradevole. Suscita una grande aspettativa per come evolverà nei prossimi mesi. Novaia, Corte Vaona Campione di botte. Marano di Valpolicella, Un Amarone disponibile dal maggio del prossimo anno. Un vigneto coltivato con pratiche biologiche: il vino è già molto in equilibrio, dai profumi intensi e ben marcati, una spalla acida che lascia intravvedere una buona longevità. Pasqua-Famiglia Pasqua Campione di botte. Famiglia Pasqua è una delle linee top della storica cantina scaligera; questo Amarone sarà disponibile dal prossimo anno. Un vino pieno, ricco e complesso. Ottimi profumi al bicchiere. Farina- Classico La zona di produzione è San Pietro in cariano. Questo Amarone sarà sul mercato già dal prossimo aprile. I profumi sono ben marcati, ricchi e complessi. Palato pieno, coerente col naso, ricco di frutta e molto godibile. Cà Rugate, Punta Tolotti Amarone già disponibile in commercio. I vigneti sono in zona Monteforte d’Alpone. Profumi complessi con note di ciliegia durone, mora e prugna. Note di tabacco e cacao amaro. Un Amarone già interessante, con un bella spalla acida che promette longevità....

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Colore intenso, ricco in profumi e alcolicità, con un ottimo potenziale di invecchiamento, il 2013 può definirsi un’annata di qualità medio-alta. Profilo viticolo 2013. Si ricorderà per l’assoluta divergenza climatica tra la prima fase del ciclo vegetativo e la seconda coincidente con la maturazione. Nel primo periodo, infatti, la vite è stata sottoposta a un clima avverso caratterizzato da precipitazioni frequenti e basse temperature; al contrario, da giugno alla maturazione, la pianta ha fronteggiato un andamento meteorologico esattamente opposto. Tutto ciò ha determinato un netto percorso di arricchimento in metaboliti dell’acino e un netto timbro nei vini. Il 2013 è un’annata che ben rappresenta il cambiamento climatico, dove variabilità e incostanza meteo sono fenomeni sempre più frequenti, che sottopongono la vite a regimi metabolici opposti ed estremi (proteici e zuccherini), portando a risultati finali a volte inaspettati, ma di grande interesse. Lo stress idrico in pre-invaiatura ha stimolato una intensa attività di sintesi antocianica, polifenolica e tannica. Gli alti valori termici e la carenza di precipitazioni nella fase di maturazione hanno permesso di ottenere uve più sane, mature e ricche di zuccheri. Il periodo autunnale dell’appassimento, inoltre, si è giovato di umidità relativa ridotta (mediamente al di sotto del 60%). ...

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Amarone della Valpolicella: l'Osservatorio Vini Valpolicella fa il punto sull'export e sul mercato interno alla vigilia dell'Anteprima Amarone, organizzata dal Consorzio di Tutela, che avrà come protagonista il millesimo 2013 (28-30 gennaio-Palazzo della Gran Guardia-Verona). La vocazione all'export dell'Amarone della Valpolicella è confermata dall'aumento del 3% in valore delle esportazioni nel 2016 sul 2015. Emerge dalle elaborazioni dell'Osservatorio Vini Valpolicella curato da Wine Monitor sui dati rilevati su un campione di aziende molto significativo dal punto di vista dei volumi esportati. E cresce del 5% anche il giro d'affari 2016 del "sistema Amarone" – 286 imprese che mediamente nel periodo 2010/2016, hanno annualmente imbottigliato in media poco meno di 110.000 ettolitri del pregiato vino – per un controvalore stimato attorno ai 330 milioni di euro. "La fisionomia produttiva delle denominazioni vini Valpolicella – commenta Christian Marchesini, presidente del Consorzio – è cambiata: dal 2005 al 2016 le aziende agricole produttrici di uva sono diminuite a favore di quelle che chiudono la filiera dall'uva alla bottiglia. All'interno di questo processo si collocano anche gli accorpamenti per acquisti o subentro generazionale. L'ettarato, dal 2006 in poi, è aumentato di circa 2.000 ettari e con esso la produzione di uva, in seguito all'acquisizione di diritti di impianto precedentemente al blocco dei vigneti Valpolicella del 2010. Ogni anno, inoltre, il Consorzio richiede alla Regione in accordo con le associazioni di categoria la selezione qualitativa dell'uva da Amarone fissando la percentuale di cernita in vigneto che non potrà comunque mai essere superiore ai 78 quintali ad ettaro previsti dal disciplinare". L'estero, evidentemente, rappresenta una componente fondamentale del mercato dell'Amarone, essendo la propensione all'export pari a circa il 65% del prodotto imbottigliato, con Germania (18%), USA (11%), Svizzera (11%) che si configurano come i principali Paesi di destinazione. Congiuntamente, questi tre mercati assorbono circa il 40% delle bottiglie esportate. A ruota seguono UK (10%), Canada (7%) e Svezia (7%), con aumenti rilevanti in particolare nel caso del Regno Unito e del Paese scandinavo. Al contrario il ruolo dei mercati asiatici appare ancora marginale: Cina e Giappone pesano congiuntamente per meno del 5%, sebbene il valore dell'export in questi due Paesi sia cresciuto a doppia cifra rispetto al 2015. Buone le performance dell'Amarone della Valpolicella anche sul mercato nazionale, che assorbe il rimanente 35% del giro d'affari, con un incremento del 10% in valore. L'Horeca detiene un ruolo di primo piano pesando per circa il 25% delle vendite del mercato Italia, a cui va associata gran parte della quota detenuta dai grossisti (32%), che in molti casi rivendono il Grande Rosso della Valpolicella proprio a ristoranti ed enoteche. Marginale, invece, come è naturale che sia, il peso della gdo: secondo i dati IRI, nel 2016 sono state vendute in iper, super e negozi a libero servizio meno di 470.000 bottiglie di Amarone e cioè circa il 3% di tutte le bottiglie prodotte. D'altronde l'incidenza del canale moderno figura sempre ridotta per i "grandi" rossi italiani, pari al 5% nel caso del Brunello di Montalcino, 3,3% per il Barolo, mentre arriva al 10% nel caso del Chianti Docg (ma in questo caso ci troviamo di fronte ad un quantitativo di bottiglie prodotte dieci volte superiore all'Amarone). "L'aumento in valore delle vendite di Amarone in Italia – sottolinea Olga Bussinello, direttore del Consorzio – è particolarmente lusinghiero vista la staticità del nostro mercato interno. Nella gdo, è molto significativa la crescita in valore del 18,5% nel 2016 rispetto al 2015 dell'Amarone della Valpolicella, perché superiore a quella degli altri rossi blasonati che, probabilmente, sono stati più spesso oggetto di promozioni. Inoltre, la notorietà del brand Amarone nell'alta ristorazione era stata evidenziata dal focus di WineMonitor/Nomisma nel 2015 su un campione di 96 ristoranti stellati italiani, in cui risultava presente in carta nell'86% dei casi, dietro solamente al Barolo e a pari merito con il Brunello di Montalcino. Tuttavia, l'Amarone, pur eccellente e conosciuto, richiede una spiegazione, un racconto. Per questo il consumatore lo sceglie prevalentemente al ristorante, in enoteca e anche in cantina, come dimostra il continuo aumento delle vendite dirette in azienda". ...

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«La notizia - sottolinea in una nota Alberto Sperotto, del Comitato di cittadini contro il collegamento autostradale delle Torricelle "Tonino Sergi" - che la Corte dei Conti abbia accolto le preoccupazioni contenute nel nostro esposto e chiesto chiarimenti all’Amministrazione sul perché non sia stata escussa la fidejussione di 8,3 milioni di euro ci fa pensare che abbiano un reale fondamento. La verità è che l’ATI (l'Associazione Temporanea di Imprese) si sta dissolvendo e, dopo il rifiuto di Abertis che vuole comprarsi tutte le quote di A4 Holding, ma non entrare nell’affare dell’autostrada in città, è rimasta zoppa un’altra volta dell'impresa impresa costruttrice. La verità sta nei pareri di Anac – che il Comune ha nelle mani da anni - secondo i quali, se il promotore non è disponibile a realizzare il progetto originario senza modifiche significative, la procedura va chiusa e la fideiussione incassata. La verità sta nelle numerose modifiche, fra loro diverse e tutte significative, proposte dall’ATI dopo l’aggiudicazione della concessione. La verità - aggiunge Sperotto - che all’amministrazione poco importa della salute dei suoi cittadini sta che nell’ultimo progetto sono stati eliminati i sistemi di filtraggio facendo sì che i fumi generati da 20 milioni di mezzi in 7 chilometri di galleria sarebbero sparati ad altezza d’uomo sulla città....

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di Redazione Web (del 24/01/2017 @ 12:27:03, Sezione Cronaca)
“Sono stati 1.755 gli incidenti stradali complessivamente rilevati nel corso del 2016, con un andamento che risulta fortunatamente lievemente in calo rispetto ai 1.771 sinistri verificatisi nell’anno precedente”. Lo hanno annunciato il Sindaco Flavio tosi ed il Comandante della Polizia municipale Luigi Altamura che hanno presentato oggi alla stampa il resoconto dei dati sugli incidenti stradali avvenuti nel corso del 2016. “Sale leggermente la quota relativa agli incidenti con feriti – spiega Altamura – con 1.207 sinistri registrati nel 2016 contro i 1.194 del 2015. Inoltre, 43 sono le persone rimaste gravemente ferite e 13 quelle decedute, quattro in più dello scorso anno. Tra i deceduti – ricorda il Comandante – sei automobilisti, due moto-scooteristi, tre ciclisti e due pedoni. Solo due i decessi avvenuti in ore notturne e nessuno in notti o serate del week end. Un tragico bilancio che fortunatamente non presenta vittime tra i più giovani. Tra le persone decedute, infatti, si registra un’età che oscilla tra i 30 ed i 55 anni. In aumento, con 49 casi accertati, 13 più del 2015, gli episodi di pirateria stradale, con allontanamento dei conducenti dal luogo dell’incidente. In costante diminuzione il numero di conducenti sorpresi alla guida in stato di alterazione: dai 191 del 2015 ai 159 del 2016 per lo stato d’ebbrezza; dai 78 del 2015 ai 52 del 2016 sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope”. “Una raccolta di dati che confermano ancora una volta l’importante lavoro dalla Polizia municipale – dichiara il Sindaco Tosi – e ha consentito la realizzazione di una banca dati fondamentale per lo sviluppo dei processi d’intervento da attivarsi sul territorio per accrescere la prevenzione ed il controllo a favore della sicurezza stradale. Sui comportamenti degli automobilisti restano tra le criticità – conclude Tosi – la distrazione alla guida e l’inaccettabile fenomeno della pirateria stradale con fuga dal luogo dell’incidente”. L’automobile si conferma il veicolo più coinvolto negli incidenti stradali (65%). Lo scontro fronto-laterale si conferma l’incidente più frequente (34%), seguono gli incidenti dei veicoli contro un ostacolo fisso (a 20%) e gli scontri laterali (14%). Le grandi arterie cittadine si confermano le vie a più alta incidentalità: corso Milano, via Unità d’Italia, viale dal Cero, via Albere e via Torbido. La violazione più frequente si conferma l’incapacità di mantenere il controllo del veicolo, la velocità inadeguata alla strada o alle condizioni varie (426) e il mancato rispetto delle norme sulla precedenza. ...

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di Redazione Web (del 23/01/2017 @ 17:18:07, Sezione Spettacoli)
Con “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo, prosegue al Filarmonico la stagione operistica organizzata da Fondazione Arena. Riproposto, per l’occasione, il vivace e colorato allestimento firmato alla regia e scene da Franco Zeffirelli (la regia è ripresa da Stefano Trespidi) ambientato in una degradata periferia urbana del Sud ...

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L’emergenza terremoto continua ad essere molto grave nelle regioni del Centro Italia e il Collegio Geometri e Geometri laureati di Verona fa proprio l’appello del Collegio nazionale e dei sindaci dei paesi colpiti dal sisma. Quei Comuni, infatti, cercano personale con preparazione tecnica adeguata soprattutto per realizzare le verifiche di agibilità sugli edifici che, in seguito alle continue scosse, hanno visto compromessa la propria capacità statica. “Dopo la scossa di fine ottobre – spiega Luca Castellani, consigliere del Collegio di Verona e coordinatore scaligero dell’Associazione Geometri volontari per la Protezione civile (A.GE.PRO) – sono diventati 200mila gli edifici da verificare e, quindi, c’è assoluto bisogno di tecnici in grado di compilare le schede predefinite e di inserire i rilievi all’interno del data base che, poi, servirà al Dipartimento, per stabilire il valore dei rimborsi, compiti che in queste tragiche ore, dove la situazione è ulteriormente peggiorata, per gli eccezionali eventi meteo, risultano particolarmente difficili”. Tutti i geometri iscritti al Collegio possono dare una mano, oltre a quelli che già hanno conseguito l’abilitazione alla compilazione delle schede “AEDES” per l’agibilità degli edifici, dopo un corso di 72 ore tenuto dal Dipartimento di Protezione civile. Ai geometri è riservato un compito delicato sia nella gestione dell’emergenza, a diretto contatto con le amministrazioni locali e con le persone, che nella preparazione ai successivi interventi di ricostruzione. “Da agosto ad oggi – sottolinea il presidente del Collegio Geometri di Verona Roberto Scali – sono una quarantina i geometri veronesi che hanno dato la propria disponibilità e che sono già stati inseriti nei calendari di intervento previsti nelle zone terremotate con una decina già operativi sul posto. Come Collegio, quindi, auspichiamo una partecipazione massiccia dei nostri colleghi. Credo inoltre – ha proseguito Scali – che in un momento di necessità come questo, tutta la filiera debba unirsi e fare squadra per mettere in campo le nostre competenze. C’è bisogno di professionisti che abbiano esperienza nella realizzazione dei sopralluoghi, che sappiano maneggiare delibere e documentazioni tecniche”. ...

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Le categorie economiche fanno quadrato attorno al piano industriale per il rilancio della Fiera di Padova: i contenuti del piano, presentato questa mattina ai principali portatori di interessi, sono stati accolti con favore dai rappresentanti delle associazioni di categoria padovane, tutte rappresentate al tavolo assieme ad altri partner strategici della Fiera, Università di Padova in primis. Geo spa, la società che dallo scorso settembre ha assunto la gestione del quartiere fieristico di via Tommaseo, ha voluto “chiamare a raccolta” i principali stakeholders del panorama economico chiedendo loro un contributo di idee e una collaborazione fattiva. Non un incontro “formale”, ma una piattaforma progettuale attorno a un percorso concreto che scardina il modello classico e ormai «obsoleto» di Fiera, perché «continuare a fare Fiere in modo tradizionale sarebbe come ostinarsi a voler rianimare un morto», ha spiegato senza mezzi termini l’amministratore delegato di Geo Spa Luca Griggio, forte di una lunga esperienza nel settore fieristico, a livello nazionale e internazionale. Il progetto presentato – che prevede un ritorno al pareggio nell’arco di tre anni con un fatturato che arriverà a 18milioni di euro – parte proprio dalla valorizzazione delle eccellenze del territorio, del suo straordinario genius loci, unica arma che può fare dello spazio rigenerato di via Tommaseo un luogo in grado di “restare” sul mercato e non soffrire la concorrenza di strumenti di e-commerce che molti considerato “sostituti” della Fiera. Con l’Università di Padova la collaborazione si è già tradotta in progetti concreti per trasferire alle imprese l’immenso capitale rappresentato dall’attività di ricerca dall’ateneo oggi ai vertici delle classifiche nazionali: troverà posto in Fiera – al primo piano della galleria 78 e al padiglione 3 – uno spazio-vetrina di coworking e un fab lab aperto alle startup che stanno sviluppando progetti nei settori individuati come strategici dal piano industriale, dal medicale al florovivaismo fino al food e all’edilizia sostenibile. Non solo: all’Università, rappresentata al tavolo dal prorettore per l’innovazione Fabrizio Dughiero, è stata affidata la regia scientifica del nuovo progetto Giardino Italia per la valorizzazione delle biodiversità attorno a cui ruota il rilancio di Flormart. Oltre a Dughiero forte apprezzamento è stato espresso anche da Emiliano Fabris, direttore del Parco Scientifico Tecnologico Galileo, che ha spiegato come sia nell’interesse di tutti superare steccati e personalismi per «far crescere in Fiera un polo per l’innovazione maturo e forte in grado di superare la dispersione di progetti» sorti attorno al tema dell’innovazione e dell’incubazione delle startup. L’abbandono del concetto tradizionale di Fiera implica anche il superamento del modello di “vendita” di spazi espositivi. La formula studiata per Flormart prevede il coinvolgimento delle aziende florovivastiche partner come “fornitrici” di Giardino Italia e del nuovo parco permanente che sorgerà in Fiera, disegnato per riqualificare un quartiere fieristico «che deve diventare veramente attrattivo come modello unico di rigenerazione urbana». Un modello subito sposato da Roberto Betto, presidente di Confagricoltura Padova, che si è detto disponibile fin da subito a collaborare. Anche i rappresentanti di Confindustria Padova, di Confartigianato Padova, di Ascom Padova e di Confesercenti Padova hanno espresso la volontà di essere della partita. Un dialogo positivo, tanto che il presidente di Geo spa Andrea Olivi al termine della riunione ha espresso la volontà di fare di questo tavolo «una sorta di cda allargato, che si riunirà ogni 20 giorni». «La speranza è che a questo scambio positivo segua un importante contributo di idee da parte delle associazioni di categoria», ha aggiunto. «I fondi pubblici sono sempre meno, pensiamo ad esempio ai tagli che hanno investito i bilanci camerali. In futuro ci sarà sempre più necessità di centri di aggregazione capaci di attivare percorsi virtuosi, costruire reti nel territorio e attrarre investimenti e noi abbiamo l’ambizione di fare questo servizio per il territorio», ha aggiunto Olivi, che ha spiegato poi come Geo spa sia già al lavoro su alcuni importanti progetti per intercettare i fondi europei e i fondi Bei....

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Belluzzo & Partners, studio di commercialisti e avvocati con oltre 50 professionisti e uffici a Verona (dal 1982), Milano (2005), Londra (2008) e Singapore (2016) consolida la propria vocazione internazionale con l’apertura di una nuova sede a Lugano, in Svizzera. Forte dell’esperienza maturata a Londra dagli oltre 20 professionisti, Belluzzo&Partners sceglie di portare a Lugano le proprie competenze nei campi del Tax&Legal, del Wealth Planning e delle Operazioni straordinarie per affiancare gli operatori, i professionisti e gli imprenditori presenti in Svizzera in relazione alle problematiche internazionali, con particolare riferimento all’Italia e al Regno Unito. La sede svizzera sarà affidata alla direzione del partner Luca Luoni. La struttura professionale di Lugano metterà a disposizione un team di professionisti di alto profilo, in grado di assistere imprenditori e imprese nelle loro varie esigenze. Lo Studio Belluzzo&Partners conta su 14 partner, di cui tre attivi a Londra. In occasione dell’apertura è stato organizzato un workshop sul tema della nuova era della trasparenza globale che si è aperta, e che impone di orientarsi tra scambio automatico di informazioni, possibilità di regolarizzazione (“voluntary disclosure”), riorganizzazione e mobilità internazionale dei patrimoni e delle persone. Al workshop hanno partecipato, tra gli altri, Marcello Fondi, Console Generale d'Italia a Lugano, e Giordano Macchi del Dipartimento delle contribuzioni del Cantone Ticino, che ha portato il proprio contributo con un’analisi della cooperazione tra gli Stati e dello scambio di informazioni. “La Svizzera è un Paese collaborativo” ha dichiarato il Console Generale d’Italia a Lugano Marcello Fondi nel suo discorso di benvenuto a Belluzzo&Partners in Canton Ticino, il quale ha fornito un breve quadro dei rapporti tra Italia e Svizzera evidenziando la volontà di "cooperare per colpire le pratiche degli irriducibili, che spesso usano società in Paesi non classificati come black list o beni mobili (diamanti, arte, etc)". “In questi anni abbiamo osservato una forte crescita del fabbisogno di consulenza professionale e una forte mobilità dei capitali”, ha spiegato Alessandro Umberto Belluzzo, global partner responsabile dell’ufficio di Londra, “e crediamo che le relazioni tra Svizzera e Regno Unito possano generare molte opportunità, così come già accaduto nei rapporti con l’Italia”. ...

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di Redazione Web (del 18/01/2017 @ 17:16:17, Sezione Spettacoli)
Con scelta coraggiosa, davvero encomiabile, il Grande Teatro, rassegna di prosa organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile del Veneto, propone, nella scaligera storica sala del Nuovo, due capolavori del teatro classico greco. Due capolavori assoluti della letteratura teatrale, entrambi offerti nella stessa serata, “Edipo Re” (tragedia che Aristotele indicò quale modello perfetto del genere) e “Edipo a Colono” (rappresentata postuma nel 401 a.C.) del tragediografo, poeta, musicista,...

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Questa mattina a Palazzo Trissino a Vicenza, il sindaco di Vicenza Achille Variati, il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente di AIM Paolo Colla e il presidente di AGSM Fabio Venturi hanno annunciato l'intesa raggiunta da AIM Vicenza Spa e AGSM Verona Spa per dar vita a un'aggregazione che punti alla nascita di un nuova realtà industriale con un fatturato di 1 miliardo e 100 milioni di euro, un margine operativo lordo di oltre 130 milioni di euro e 2.250 dipendenti. Le aree di business nelle quali operano i due gruppi nel territorio nazionale sono la vendita di energia, il ciclo integrato dei rifiuti, la produzione e distribuzione di energia e calore, i servizi alle amministrazioni comunali. In base alla dimensione calcolata sul valore della produzione, la nuova entità si potrà collocare nelle prime posizioni tra le grandi multiutility nazionali e presenterà una struttura patrimoniale e finanziaria solida ed equilibrata. “Verona e Vicenza – ha detto il Sindaco di Verona Flavio Tosi – già collaborano con reciproca soddisfazione nel campo dei servizi alle comunità sui fronti dell'acqua e dell'ambiente. Entrambe le amministrazioni comunali hanno compiuto negli anni la saggia scelta di mantenere il controllo pubblico delle rispettive aziende, legatissime al territorio e capaci di offrire ottimi servizi a prezzi competitivi, ma anche capaci di stare sul libero mercato. Evidente, di conseguenza, è il vantaggio di sistema generato da questa operazione che punta a ulteriori aggregazioni nel tempo e intende mantenere il controllo pubblico anche in futuro”....

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Il 2017 della politica italiana è iniziato con la frenata del Presidente della Repubblica sui tempi delle elezioni anticipate e con l'accelerazione del PD (e in particolare di Renzi, Orfini e di chi vuole vincere e non pareggiare la prossima consultazione per le politiche). In perfetta sincronizzazione con questi due movimenti in direzioni opposte ecco lo slancio anche del partito di Grillo. Uno slancio che ha come obiettivo segnare la partenza dell'anno elettorale con due segnali forti che, a leggere i commenti politici e giornalistici, non sono stati forse interpretati in tutta la loro strategia. Cominciamo dalla battuta-proposta contro la stampa "cinica e bara" che l'ex comico genovese ha lanciato per far risolvere ad una giuria stile televoto dei reality show l'eterno dubbio sulla veridicitò della stampa. Su questa proposta potremmo fare (come si stanno facendo) una serie di riflessioni e in particolar modo relative ai precedenti storici che in politica arrogano alla politica e al potere (con l'uso strumentale del popolo naturalmente) la verità contro la falsità del giornalismo. Solo per essere veloci basti ricordare la Pravda (ovvero la verità in russo e infatti nome della testata del PCUS sovietico) che ha caratterizzato da sempre l'apoteosi della propaganda nel secondo dopoguerra e più lievemente la tanta comunicazione sulla verità affermata da Silvio Berlusconi contro le menzogne della stampa (guarda caso, per contrappasso con la Pravda, comunista). Del fondatore di Forza Italia basti pensare all'imperdibile strumento di comunicazione della campagna 2006 (dopo cinque anni di governo a suo dire raccontati con un certo numero di bugie dalla stampa) che portava il nome di "la vera storia italiana" (da non confondere con la geniale "una storia italiana" del 2001. Ma qualsiasi discussione su questa proposta di Grillo rischierebbe di farci perdere il suo vero senso. Il senso di buttare un pò di fumo e far abboccare le prime pagine dei giornali stessi e tutti gli schieramenti politici per gridare al fascismo e alla censura. Una tecnica questa che ha sempre funzionato e che di sicuro ha avuto nel Cavaliere di Arcore il suo principale interprete e che ha sempre funzionato attirando paginate e giorni di polemica che hanno prodotto l'effetto di rendere più popolare che questo tipo di provocazioni le lanciava schierandosi contro un pezzo di sistema. Come dire che se discutiamo della proposta caschiamo tutti nella gigantesca trappola tesa da Grillo e Casaleggio jr e che è quella di distrarre giornalisti e politica ricreando ancora una volta la sensazione di forza antisistema che il P5s deve continuare a creare per nascondere con il fumo l(che ti aspetti dal vecchio M5s) il vero arrosto. L'arrosto è quello palesato il giorno prima con il codice etico e con la svolta garantista sugli indagati ufficializzata nero su bianco da Grillo e Casaleggio jr. Una svolta che anche in questo caso da un lato non è per niente una novità perchè codifica semplicemente l'atteggiamento supergarantista assunto fino ad oggi dal P5S nei confronti di tutti i suoi amministratori e consiglieri indagati da Quarto a Parma, da Livorno a Palermo, da Bologna a Roma. Atteggiamento supergarantista che ha rappresentato il segno della trasformazione che su questa testata abbiamo analizzato e chiarito ormai da mesi e che ha evoluto il movimento 5 stelle nel Partito 5 stelle, privandolo definitivamente di quei superpoteri di unicità e di rivoluzionarietà che dal vaffa day proprio sulla censura verso gli indagati ne aveva fatto un attore originale del mercato elettorale. In questo senso il codice etico rappresenta solo la formalizzazione di un processo politico che istituzionalizza il Partito 5 stelle come partito con visioni e atteggiamenti ben più simili ai partiti della prima e seconda repubblica di quanto non credessero i suoi elettori originari. E del resto anche l'associazione manifestata in questi anni nei comuni dove governa il P5s che abbinano garantismo e autoassoluzione con il vittimismo verso la stampa e il resto della politica e i cosiddetti poteri forti sono un grande classico. Con un quarto di secolo di ritardo Grillo e Casaleggio jr imitano nel 2017 (dieci anni dopo il vaffa day contro i politici indagati che ha fatto nascere il M5S) il PSI di Bettino Craxi durante tangentopoli nel 1992. quel PSI di Craxi che 25 anni fa era bersaglio degli spettacoli di Beppe Grillo e che 25 anni dopo diventa il suo modello politico. Ma l'arrosto non finisce qui proprio perchè questa non sarebbe una novità. Il vero obiettivo della codifica del garantismo verso gli indagati da parte di Grillo e Casaleggio jr non è la sola difesa dei propri eletti (tutti in realtà sacrificabili in un partito basato sul verticismo assoluto del fondatore) ma soprattutto un segnale fortissimo a quei poteri forti e a quell'elettorato moderato che il M5S diceva di nascere per ribaltare e che invece il P5S vuole conquistare per vincere le elezioni politiche. E' ai poteri forti e agli elettori moderati che parla Grillo quando dice che non si possono condannare amministratori e politici solo sulla base di un avviso di garanzia, perchè dicendolo spedisce forte e chiaro un messaggio di rassicurazione rispetto alla stabilità che garantirebbe comunque una vittoria a cinque stelle e che invece non garantirebbe il giustizialismo professato fino ad ora verso i politici di altri partiti e in parte praticato con le epurazioni interne dal vecchio M5s in versione stalinista. Del resto per chi pensi che questa è una delle consuete interpretazioni giornalistiche processabili da parte del tribunale popolare antistampa lanciato come fumo da Grillo basta che si vada a vedere un esempio pratico di vittoria a cinque stelle ottenuta parlando e trattando con i poteri forti e con una parte di elettorato moderato. ...

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Autorizz.Tribunale C.P. di Verona
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Iscrizione al Registro Nazionale della
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