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Elenco articoli pubblicati in questa sezione (in ordine cronologico)

di Redazione Web (del 05/10/2017 @ 16:49:39, Sezione Agricoltura)
La Regione Veneto ha accolto la richiesta del Consorzio di tutela del Prosecco Doc di incrementare di 1.200 ettari la superficie dei vigneti destinati a produrre le ‘bollicine’ a denominazione d’origine controllata. La decisione di estendere la superficie iscritta nello Schedario viticolo interessa l’intero areale della ...

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di Redazione Web (del 23/08/2017 @ 15:03:36, Sezione Agricoltura)
Incrementare l’apicoltura favorendo l’inserimento di specie vegetali d’interesse apistico nei piani di rimboschimento e di difesa del suolo, semplificare l’attività amministrativa, aumentare la capacità della Consulta regionale per l’apicoltura di conoscere e tradurre le esigenze del territorio, recepire le recenti novità normative. Sono questi gli obiettivi che si propone un disegno di legge approvato dalla Giunta ...

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La tutela dei prodotti agroalimentari ‘made in Veneto’ sugli scaffali dalla concorrenza sleale della contraffazione. E’ questo l’obiettivo del progetto sperimentale che la Giunta regionale del Veneto ha finanziato, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, affidandone la realizzazione all’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare, fondazione nazionale istituita nel 2014 da Coldiretti per ...

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di Redazione Web (del 26/07/2017 @ 18:55:40, Sezione Agricoltura)
«Il settore dell’ortofrutta è schiacciato dalla concorrenza sleale interna all’Ue, dallo strapotere della grande distribuzione e, non da ultimo, dalle sanzioni alla Russia, che Bruxelles si ostina, forzatamente, a confermare. L’influenza negativa delle politiche europee e della globalizzazione conferma il suo potenziale distruttivo. E’ necessario ribaltare il paradigma e pensare a nuove forme di tutela delle nostre piccole e medie imprese». Lo dice l’europarlamentare e vicesegretario federale della Lega Nord Lorenzo Fontana che ha presentato un’interrogazione alla Commissione ...

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di Redazione Web (del 24/07/2017 @ 10:01:28, Sezione Agricoltura)
La Giunta regionale del Veneto ha deciso di aumentare di un milione di euro l’importo messo a bando nell’’anno 2017 per gli investimenti per la trasformazione dell’uva in vino previsti a favore delle imprese agricole e agroalimentari nell’ambito del Programma nazionale di sostegno al settore vitivinicolo. Il fondo disponibile per il programma di sostegno al settore sale quindi quest’anno a 7.099.949 euro. “L’aumento di 1.033.824 euro è stato ...

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Ecco la magnifica dozzina: gli Amarone DOCG 2013 che più hanno impressionato alla degustazione cieca svolta da Euposia all’Anteprima Amarone che si è iniziata oggi in Gran Guardia a Verona. Presenti all’Anteprima 78 Cantine; ben 83 gli Amarone degustati e di questi ben 49 sono campioni prelevati da botte. Una prima nota generale registra un livello qualitativo molto omogeneo, dalla media non indifferente e senza strappi né verso un’eccellenza marcata né verso una mediocrità pericolosa. Prosegue il lavoro verso un’eleganza di fondo che celi la forza e la vigoria tipiche di questo super-venetian. A maggior ragione – visto il numero considerevole di prove di botte – tutti questi vini debbono godere del beneficio del dubbio: sono ancora molto giovani, hanno un enorme potenziale da sviluppare proseguendo l’affinamento in botte prima ed in bottiglia poi. Quando andranno sul mercato potranno assumere tratti differenti, certamente più marcati e personalizzati. Ma la base di partenza per l’annata 2013 comunque c’è ed è molto interessante: si tratta di un’annata che garantirà longevità ai vini che quindi vanno considerati in prospettiva. Ed ecco la “awesone dozen”. Albino Armani, Cuslanus Campione di botte. Vigneti nella zona di Marano di valpolicella, antichi terrazzamenti fra 350 e 550 metri slm. Appassimento in alta collina. Questo Amarone sarà sul mercato dalla primavera del prossimo anno. Note marcate di frutta rossa, prugna cpon un interessante erbaceo con note di the nero e rabarbaro. Montezovo-Cottini Campione di botte. I vigneti sono al margine più occidentale della Valpolicella, 140 ettari a Caprino, con vigneti sino a 850 metri slm in località Spiazzi. C’è stato un profondo lavoro, in profondità, in questa cantina verso l’eccellenza. E questo è il risultato: Amarone disponibile dal prossimo autunno, dal palato ricco e lungo, con note di ciliegia, spezie dolci, camomilla e fiori di campo. Molto gradevole. Suscita una grande aspettativa per come evolverà nei prossimi mesi. Novaia, Corte Vaona Campione di botte. Marano di Valpolicella, Un Amarone disponibile dal maggio del prossimo anno. Un vigneto coltivato con pratiche biologiche: il vino è già molto in equilibrio, dai profumi intensi e ben marcati, una spalla acida che lascia intravvedere una buona longevità. Pasqua-Famiglia Pasqua Campione di botte. Famiglia Pasqua è una delle linee top della storica cantina scaligera; questo Amarone sarà disponibile dal prossimo anno. Un vino pieno, ricco e complesso. Ottimi profumi al bicchiere. Farina- Classico La zona di produzione è San Pietro in cariano. Questo Amarone sarà sul mercato già dal prossimo aprile. I profumi sono ben marcati, ricchi e complessi. Palato pieno, coerente col naso, ricco di frutta e molto godibile. Cà Rugate, Punta Tolotti Amarone già disponibile in commercio. I vigneti sono in zona Monteforte d’Alpone. Profumi complessi con note di ciliegia durone, mora e prugna. Note di tabacco e cacao amaro. Un Amarone già interessante, con un bella spalla acida che promette longevità....

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Colore intenso, ricco in profumi e alcolicità, con un ottimo potenziale di invecchiamento, il 2013 può definirsi un’annata di qualità medio-alta. Profilo viticolo 2013. Si ricorderà per l’assoluta divergenza climatica tra la prima fase del ciclo vegetativo e la seconda coincidente con la maturazione. Nel primo periodo, infatti, la vite è stata sottoposta a un clima avverso caratterizzato da precipitazioni frequenti e basse temperature; al contrario, da giugno alla maturazione, la pianta ha fronteggiato un andamento meteorologico esattamente opposto. Tutto ciò ha determinato un netto percorso di arricchimento in metaboliti dell’acino e un netto timbro nei vini. Il 2013 è un’annata che ben rappresenta il cambiamento climatico, dove variabilità e incostanza meteo sono fenomeni sempre più frequenti, che sottopongono la vite a regimi metabolici opposti ed estremi (proteici e zuccherini), portando a risultati finali a volte inaspettati, ma di grande interesse. Lo stress idrico in pre-invaiatura ha stimolato una intensa attività di sintesi antocianica, polifenolica e tannica. Gli alti valori termici e la carenza di precipitazioni nella fase di maturazione hanno permesso di ottenere uve più sane, mature e ricche di zuccheri. Il periodo autunnale dell’appassimento, inoltre, si è giovato di umidità relativa ridotta (mediamente al di sotto del 60%). ...

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Amarone della Valpolicella: l'Osservatorio Vini Valpolicella fa il punto sull'export e sul mercato interno alla vigilia dell'Anteprima Amarone, organizzata dal Consorzio di Tutela, che avrà come protagonista il millesimo 2013 (28-30 gennaio-Palazzo della Gran Guardia-Verona). La vocazione all'export dell'Amarone della Valpolicella è confermata dall'aumento del 3% in valore delle esportazioni nel 2016 sul 2015. Emerge dalle elaborazioni dell'Osservatorio Vini Valpolicella curato da Wine Monitor sui dati rilevati su un campione di aziende molto significativo dal punto di vista dei volumi esportati. E cresce del 5% anche il giro d'affari 2016 del "sistema Amarone" – 286 imprese che mediamente nel periodo 2010/2016, hanno annualmente imbottigliato in media poco meno di 110.000 ettolitri del pregiato vino – per un controvalore stimato attorno ai 330 milioni di euro. "La fisionomia produttiva delle denominazioni vini Valpolicella – commenta Christian Marchesini, presidente del Consorzio – è cambiata: dal 2005 al 2016 le aziende agricole produttrici di uva sono diminuite a favore di quelle che chiudono la filiera dall'uva alla bottiglia. All'interno di questo processo si collocano anche gli accorpamenti per acquisti o subentro generazionale. L'ettarato, dal 2006 in poi, è aumentato di circa 2.000 ettari e con esso la produzione di uva, in seguito all'acquisizione di diritti di impianto precedentemente al blocco dei vigneti Valpolicella del 2010. Ogni anno, inoltre, il Consorzio richiede alla Regione in accordo con le associazioni di categoria la selezione qualitativa dell'uva da Amarone fissando la percentuale di cernita in vigneto che non potrà comunque mai essere superiore ai 78 quintali ad ettaro previsti dal disciplinare". L'estero, evidentemente, rappresenta una componente fondamentale del mercato dell'Amarone, essendo la propensione all'export pari a circa il 65% del prodotto imbottigliato, con Germania (18%), USA (11%), Svizzera (11%) che si configurano come i principali Paesi di destinazione. Congiuntamente, questi tre mercati assorbono circa il 40% delle bottiglie esportate. A ruota seguono UK (10%), Canada (7%) e Svezia (7%), con aumenti rilevanti in particolare nel caso del Regno Unito e del Paese scandinavo. Al contrario il ruolo dei mercati asiatici appare ancora marginale: Cina e Giappone pesano congiuntamente per meno del 5%, sebbene il valore dell'export in questi due Paesi sia cresciuto a doppia cifra rispetto al 2015. Buone le performance dell'Amarone della Valpolicella anche sul mercato nazionale, che assorbe il rimanente 35% del giro d'affari, con un incremento del 10% in valore. L'Horeca detiene un ruolo di primo piano pesando per circa il 25% delle vendite del mercato Italia, a cui va associata gran parte della quota detenuta dai grossisti (32%), che in molti casi rivendono il Grande Rosso della Valpolicella proprio a ristoranti ed enoteche. Marginale, invece, come è naturale che sia, il peso della gdo: secondo i dati IRI, nel 2016 sono state vendute in iper, super e negozi a libero servizio meno di 470.000 bottiglie di Amarone e cioè circa il 3% di tutte le bottiglie prodotte. D'altronde l'incidenza del canale moderno figura sempre ridotta per i "grandi" rossi italiani, pari al 5% nel caso del Brunello di Montalcino, 3,3% per il Barolo, mentre arriva al 10% nel caso del Chianti Docg (ma in questo caso ci troviamo di fronte ad un quantitativo di bottiglie prodotte dieci volte superiore all'Amarone). "L'aumento in valore delle vendite di Amarone in Italia – sottolinea Olga Bussinello, direttore del Consorzio – è particolarmente lusinghiero vista la staticità del nostro mercato interno. Nella gdo, è molto significativa la crescita in valore del 18,5% nel 2016 rispetto al 2015 dell'Amarone della Valpolicella, perché superiore a quella degli altri rossi blasonati che, probabilmente, sono stati più spesso oggetto di promozioni. Inoltre, la notorietà del brand Amarone nell'alta ristorazione era stata evidenziata dal focus di WineMonitor/Nomisma nel 2015 su un campione di 96 ristoranti stellati italiani, in cui risultava presente in carta nell'86% dei casi, dietro solamente al Barolo e a pari merito con il Brunello di Montalcino. Tuttavia, l'Amarone, pur eccellente e conosciuto, richiede una spiegazione, un racconto. Per questo il consumatore lo sceglie prevalentemente al ristorante, in enoteca e anche in cantina, come dimostra il continuo aumento delle vendite dirette in azienda". ...

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di Redazione Web (del 24/10/2016 @ 09:09:42, Sezione Agricoltura)
Proseguono i casi di contagio di ‘blue tongue’, la febbre catarrale maligna che ha colpito greggi e armenti del Bellunese, del Trevigiano e del Vicentino e che ha raggiunto anche gli allevamenti delle altre province. Per contrastare la diffusione dell’epidemia, i Servizi veterinari della Regione hanno presentato al ministero per la Salute un piano regionale di vaccinazioni a tappeto, esteso a tutto il territorio regionale e rivolto a tutto il patrimonio zootecnico. «Compreremo 1,7 milioni di dosi di vaccino, per assicurare a tutti gli allevatori di bovini da latte e da carne e di ovicaprini la somministrazione gratuita delle dosi necessarie», assicurano gli assessori alla Salute e all’Agricoltura, Luca Coletto e Giuseppe Pan, al termine dell’incontro svoltosi il 21 ottobre con tutte le associazioni professionali degli allevatori veneti. Il piano di vaccinazione, attualmente al vaglio ...

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Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha convocato una riunione di pubblico accertamento, martedì 30 agosto alle ore 14.30, nella fiera di Verona, in viale del Lavoro 8. Al centro dell’incontro le richieste di riconoscimento DOC delle Venezie e di modifica della IGT da ”delle Venezie” a “Trevenezie” e del relativo disciplinare di produzione, insieme alla richiesta di modifica dei disciplinari di produzione delle IGT “Veneto”, “Vallagarina”, “Veneto orientale”, “Marca trevigiana”, “Colli trevigiani”, “Conselvano”, “Alto Livenza”, “Verona”, “Provincia di Verona” o “Veronese” e “Venezia Giulia”.
 
“Accogliamo con fiducia ed entusiasmo l’iniziativa “Latte Verona“ e la nuova linea di prodotti lattiero caseari per il mercato veronese con prodotti del territorio”. Positivo il commento di Giorgio Apostoli, Capo Servizio Zootecnia di Coldiretti nazionale, alla presentazione di Latte Verona nata dalla partnership del Centro Lattiero Caseario Latte Verona e della Centrale del Latte di Vicenza.
“Questa iniziativa della Cooperativa Latte Verona– aggiunge Apostoli – rappresenta una risposta per gli allevatori scaligeri in un momento drammatico per il settore che non ha eguali negli ultimi trent’anni. Circa un anno fa, l’1 aprile 2015, è finito il regime delle quote latte e ora stiamo assistendo alle prime ricadute”.
 “La produzione europea – sottolinea Apostoli – è aumentata anche a due cifre in alcuni paesi come l’Olanda o l’Irlanda, mentre la Cina ha calato le importazioni di prodotti lattiero caseari rispetto a qualche anno fa e la Russia è bloccata dall’embargo”.
“In Italia – evidenzia Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona - si importa già quasi il 40% dei prodotti lattiero caseari consumati e si pensi che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti nel nostro paese sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero.
In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e far emergere la territorialità come l’iniziativa presentata oggi. Un impegno che ci sentiamo di appoggiare e di promuovere per salvare il latte veronese e soprattutto quello della montagna”....

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Dopo due anni di trattative ha preso avvio ufficiale il percorso che porterà alla nascita del marchio Doc “pinot grigio delle Venezie”. Con la firma apposta oggi a Portogruaro, nella sede dell’Agenzia di sviluppo dell’area orientale del Veneto (Vegal), da parte dei rappresentanti delle associazioni del mondo agricolo, delle cantine sociali, degli imbottigliatori e dei consorzi di tutela vitivinicoli, alla presenza degli assessori all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, del Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli e del Trentino Michele Dallapiccola, si è costituita l’Associazione dei produttori vitivinicoli trentini, friulani e veneti che, con l’avvallo del ministero delle politiche agricole e forestali, metterà a punto il disciplinare di produzione e porterà a termine il percorso per il riconoscimento ministeriale del marchio Doc.
L’ambita fascetta di Stato andrà a qualificare come “pinot grigio Doc delle Venezie” un potenziale produttivo di oltre 200 milioni di bottiglie l’anno, garantendo così riconoscibilità e tracciabilità ad una varietà che, seppure coltivata anche in altre parti del mondo, trova in Veneto, nel Friuli Venezia Giulia e in Trentino il principale bacino produttivo mondiale.
L’area vocata a pinot del Nordest, infatti, vanta attualmente una superficie complessiva di quasi 20 mila ettari, che alimenta una produzione altamente pregiata tutelata con la denominazione di origine, sia da quelle tradizionali già conosciute dai consumatori, sia da quella di nuova istituzione “delle Venezie”. ...

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Puntare su innovazione e sostenibilità premia la Fieragricola di Verona (www.fieragricola.it). La più importante manifestazione biennale in Italia dedicata al settore primario e tra le prime in Europa, ha chiuso ieri la 112ª edizione con 130mila visitatori.
Anche grazie al cambio di data (da mercoledì a sabato, con l’esclusione della domenica), la rassegna ha visto crescere le presenze professionali e la qualità degli operatori presenti, anche dal centro e sud Italia, così come l’internazionalità, con il 15% degli operatori giunti dall’estero, in aumento del 5% sul 2014.
Per quattro giorni l’intera filiera agricola, con 1.000 aziende espositrici e 600 animali, si è data appuntamento a Verona: in tutto 9 i padiglioni occupati e due aree esterne, con oltre 50mila metri quadrati espositivi netti distribuiti su tutti i settori, dalla meccanica agricola, alla zootecnia, energie rinnovabili, sementi, agrofarmaci, vigneto e frutteto, fino alla cura del verde e all’attività forestale.
«È un bilancio positivo – dichiara il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese – che consolida il ruolo di Fieragricola quale piattaforma di riferimento per un settore strategico ma che necessita di promozione e rilancio. Il nostro impegno per rendere la manifestazione ancora più orientata al business e all’internazionalità è stato premiato, prima di tutto dalle aziende espositrici, soddisfatte per il cambio di data e per la qualità dei buyer sempre presenti».
 Fieragricola 2016, inaugurata dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha registrato un incremento dei buyer stranieri in particolare da Germania, Svizzera, Francia, Austria, Spagna; un consolidamento dall’area dei Balcani (Serbia, Slovenia e Croazia), dall’Est Europa (Russia, Repubblica Ceca e Romania), mentre l’Irlanda è stata la “guest country” di questa edizione. ...

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di Redazione Web (del 04/02/2016 @ 17:13:21, Sezione Agricoltura)
Domenica 7 febbraio nella sede della 2ª Circoscrizione, in piazza Righetti 1, si terrà la “Festa dell’olio”, promossa dall’Auser e dal Comitato Gemellaggio Sportivo Veterani Sportivi di Quinzano con il patrocinio del Comune. L’iniziativa, ...

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Accordo Europa-Tunisia per l'importazione di 35mila tonnelate l'anno di olio d'oliva ancora al centro del dibattito politico. Da Bruxelles arriva una precisazione da parte di Salvatore Cicu, dei Popolari europei, europarlamentare eletto in Sardegna: «Devo chiederle di correggere il passaggio del vostro articolo di ieri, 27 gennaio, sulla votazione da parte di alcuni parlamentari europei. Personalmente, come componente della commissione INTA (la commissione che segue gli Affari internazionali) ho votato contro il complesso del provvedimento. Inoltre, mi sono dimesso da relatore ombra del provvedimento proprio per affermare la mia assoluta contrarietà e per rimarcare la necessità che l'Europa dia la massima tutela ai produttori europei, in particolar di modo quelli Italiani».
 
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L'ADIGE di Verona

Autorizz.Tribunale C.P. di Verona
nr. 1356 del 16/3/99
Iscrizione al Registro Nazionale della
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