Direttore Beppe Giuliano
Settimanale di Verona
La maestra e il sindacalista - Milano, maxi rissa nella notte in pieno centro: grave 24enne accoltellato al torace - Floyd, spunta video di un altro afroamericano morto dopo l’arresto - Lite Conte-Pd, slittano gli Stati generali   Il premier: «L’Italia non può aspettare» Strategia a tappe per poi dire sì al Mes - La corsa all'Oro - RepTv - "Black lives matter": l'enorme scritta sulla strada - Parlano i bambini e i ragazzi della pandemia -
Euler Hermes


Elenco articoli pubblicati in questa sezione (in ordine cronologico)

La crisi per l’emergenza Covid ha causato in Veneto la perdita di oltre 60 mila posti di lavoro tra il 23 febbraio e il 31 maggio. Ma con la ripresa delle attività lavorative, nel mese di maggio, il saldo occupazionale è tornato ad essere positivo: +1.437 posizioni lavorative. A cogliere i primi segnali di recupero dei posti di lavoro perduti è l’Osservatorio di Veneto Lavoro. L’ultimo monitoraggio dell’Osservatorio sugli effetti della pandemia sul mercato del lavoro regionale smentisce le preoccupazioni circa il proseguimento di una caduta occupazionale sugli stessi ritmi osservati nelle prime fasi dell’emergenza Covid. Nel mese di maggio – osserva il report dell’ente strumentale della Regione Veneto - il mercato del lavoro ha mostrato segni di vitalità e una ripresa dei flussi di assunzione, anche per effetto della ripartenza delle attività commerciali e turistiche. Se il turismo al momento rimane il settore più colpito dagli effetti della pandemia e registra da solo quasi la metà della contrazione occupazionale, con una riduzione di circa 30 mila posti di lavoro (la maggior parte stagionali) e un calo delle assunzioni che nelle fasi più rigide del lockdown ha raggiunto picchi dell’86%, il venir meno dei vincoli alla mobilità tra regioni e, in parte, tra i Paesi europei potrebbe favorire la ripresa dell’occupazione anche in questo settore. Inoltre, nell’ultimo mese, i settori delle costruzioni e dell’agricoltura hanno fatto registrare un significativo aumento delle assunzioni (rispettivamente +19% e +7%). Segnali di recupero si osservano anche in gran parte del manifatturiero (industrie metalmeccaniche, chimica-gomma, farmaceutico, legno-mobilio), nei servizi di pulizia, nelle attività professionali e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio. L’agricoltura, in particolare, si conferma, insieme ai servizi informatici, l’unico settore che mostra un saldo occupazionale positivo (+1.161 posizioni lavorative) dall’esordio della crisi. A livello provinciale, i territori che hanno pagato il costo più alto delle misure di contenimento e della crisi sanitaria ed economica sono quelli con una maggiore incidenza delle attività stagionali: a Venezia tra fine febbraio e fine maggio si è registrata una perdita di quasi 26.000 posti di lavoro, a Verona oltre 17.000. Calo più contenuto nelle altre province: -5.600 a Padova, -4.900 a Treviso, -4.200 a Vicenza, -1.200 a Rovigo e -800 a Belluno. Ma in tutte le province la dinamica negativa si è attenuata nel mese di maggio, quando il mercato del lavoro ha mostrato segni di vitalità e una ripresa dei flussi di assunzione, anche per effetto della ripartenza delle attività commerciali e turistiche.
 
di Redazione Web (del 04/06/2020 @ 19:48:16, Sezione Economia)
Le stazioni radio base installate sul territorio di Verona e provincia sono in tutto 1.213, di cui 352 in città. Di queste 11 nella provincia, e 10 soltanto a Verona, sono predisposte anche per la tecnologia 5G. In Veneto invece gli impianti con tecnologia 5G a 3.700 Mhz sono complessivamente 13. Per ora non ci sono scambi di dati né traffico, visto che la tanto discussa tecnologia non è ancora attiva, ma gli impianti sono attrezzati a un eventuale prossimo futuro. Il dato, reperibile anche sul sito dell’Arpav, è emerso oggi durante il webinar promosso dall’Ordine degli Ingegneri per fare chiarezza su tecnologie e standard di quinta generazione. Un tema che sta assistendo anche a un cambio di scena a livello locale visto che, come evidenziato dall’assessore all’ambiente, Ilaria Segala, all’inizio del convegno, il progettodi smart city tra Agsm, Comune di Verona e TIM è fermo “per una scelta politica”. “Da febbraio a oggi i comuni contrari al 5G sono passati da 53 a 262 e, alla luce delle indicazioni dei vari sindaci, ci stiamo confrontando anche noi sulla questione”, precisa l’assessore. Il tema del resto è “caldo”, come dimostrato sia dall’iscrizione al webinar di oltre 1.000 persone, sia dal questionario promosso sulla pagina Facebook dall’Ordine visionato da oltre 240mila persone e votato da 38mila. I pro superano di poco i contro. “In molti ci hanno fatto notare di non sapersi esprimere sul 5G perché non conoscono abbastanza la tecnologica e per questo abbiamo promosso un evento per fare chiarezza”, fa presente il presidente dell’Ordine, Andrea Falsirollo. “L’emergenza Covid ha evidenziato un’estrema fiducia negli organi che tutelano la nostra salute, ma sulla nuova tecnologia, invece, sembra che i pareri degli esperti non convincano e le fake news si sprecano. Come emerso anche dalla Commissione ICT dell'Ordine parlando di sperimentazione nel nostro Paese si è dato adito a un grande malinteso che la associa all’ambito sanitario invece che a quello tecnologico”. “L’Italia è stato il primo Paese europeo a sperimentare il 5G perché ci si rende conto che è indispensabile per dispositivi come le auto a guida autonoma in cui i tempi di latenza, tra l’esecuzione del comando e la sua attuazione, devono essere evidentemente più rapidi di quelli di un sms o di un messaggio whatsapp”, fa notare Mario Frullone, direttore Scientifico della Fondazione Ugo Bordoni. “Siamo di fronte a una rivoluzione industriale che porta con sé inevitabili timori e molte false notizie. Un mese e mezzo fa linee guida hanno ribadito che non ci sono evidenze circa l’eccesso di preoccupazioni. Il principio di precauzione resta comunque alto la ricerca continua a indagare e a fare il suo corso”. I limiti imposti in Italia legati all’uso dei terminali sono del resto molto più rigidi di quelli esteri. Se la densificazione delle antenne con frequenze millimetriche viene percepita come un eccesso di presenze nocive, in realtà gli esperti spiegano che in questo modo i livelli di potenza si riducono e uniformano. “Le frequenze millimetriche non penetrano nell’organismo ma restano a livello della pelle e le antenne cosiddette intelligenti possono valutare la potenza irradiata. Se supera determinati parametri si riduce o azzera”, evidenzia Frullone facendo notare che si tratta di tecnologie rivoluzionare anche in ambito medico, per la sanità a distanza. Sabrina Poli dell’ Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto ricorda che le bande di frequenza tra i 694 e i 790 MHZ, al momento, sono occupate dal digitale terrestre, e non saranno libere prima del luglio del 2022. “ll gestore deve presentare una Scia presso il Comune corredata di tutta la documentazione tecnica e scientifica e l’installazione degli impianti avviene solo dopo il parere favorevole dell’Arpav”, evidenzia. “Il controllo è sia preventivo, con l’analisi della massima potenza dell’impianto, sia con periodici monitoraggi per rilevare le frequenze”.
 
Il lockdown fieristico ha determinato la cancellazione o rinvio degli eventi programmati nel primo semestre del 2020, con un danno per le sole realtà fieristiche di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna – che assieme sommano il 75% delle manifestazioni internazionali italiane - di circa 700 milioni di euro più l’indotto. Veronafiere, primo organizzatore in Italia per manifestazioni dirette e di proprietà, è stata costretta a cancellare o riprogrammare oltre 20 eventi, con un danno che impatterà nell’ordine del 50% sul fatturato 2020. Un deficit che si rifletterà anche sulla città scaligera, che ogni anno beneficia dell’indotto fieristico per un valore di circa 1 miliardo di euro, e sui settori del made in Italy rappresentati da Veronafiere, per cui il danno è ancora maggiore. Per il direttore generale della Spa, Giovanni Mantovani: «Veronafiere è pronta a ripartire; in questi mesi abbiamo ridisegnato strategie e strumenti per assicurare il business ai nostri comparti produttivi. Ora servono risposte dal Governo: la certezza della data di riapertura, l’approvazione dei protocolli presentati congiuntamente con i principali player del settore, un sostegno adeguato per evitare un pericoloso avvitamento finanziario. Ma soprattutto va dato seguito al lavoro compiuto da diversi parlamentari che in questi mesi hanno posto all’attenzione del Governo la nostra funzione strategica per il sistema Paese. Solo partendo da questo assunto si potrà parlare di rilancio: sarà necessaria una visione nuova e una tempestiva capacità di elaborare percorsi di internazionalizzazione a trazione fieristica, con una presenza diretta on e off line nei mercati esteri condivisa e pianificata assieme alle istituzioni». Secondo Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane), sono circa 1.000 le manifestazioni fieristiche organizzate dal settore ogni anno (oltre 200 le internazionali e 89 quelle organizzate all’estero). È pari a circa 60 miliardi di euro il volume d’affari annuale generato dalle 200mila imprese italiane espositrici e dai 20 milioni di operatori provenienti dall’Italia e da tutti i paesi del mondo. Il 50% delle esportazioni nasce da contatti originati dalla partecipazione alle manifestazioni fieristiche.
 
di Redazione Web (del 28/05/2020 @ 18:28:34, Sezione Economia)
Cresce la rete AGSM Energia sul territorio della provincia di Verona. E con soddisfazione. Ad oggi sono una trentina gli AGSM Shop distribuiti su tutto il territorio veronese che supportano lo sviluppo della base clienti domestici e aziende, anche in continuità con l’attività dei nove sportelli diretti, del servizio telefonico e dei consulenti commerciali. Gli Shops infatti sono esercizi commerciali già attivi sul territorio che propongono le offerte per luce e gas di AGSM Energia: un modello di crescita – avviato da circa un anno - basato sulla fiducia e sul rapporto personale costruito nel tempo dagli operatori-partner col proprio territorio. Un modello che rappresenta una valida alternativa alle invasive campagne di promozione attuate da altri operatori del settore e che garantisce soluzioni anche a quanti non amano rapportarsi con call-center, “scendere in città” per recarsi agli sportelli di Lungadige Galtarossa, o agire autonomamente attraverso il web. In questo modo ai Clienti veronesi risulta sempre più semplice entrare in contatto con AGSM per qualunque tipo di esigenza: sia di carattere informativo che per valutare l’opportunità di risparmiare sulla bolletta della luce e gas. Trattandosi di una partnership con realtà autonome e indipendenti è fondamentale che vi sia la massima affinità possibile. Per tale ragione AGSM Energia ha condotto un sondaggio anonimo, con lo scopo di rilevare la qualità della relazione con i partner. I risultati hanno messo in luce un alto tasso di soddisfazione degli AGSM Shop: in particolare, si voleva constatare dopo un anno di esperienza maturata con questo programma se il rapporto risulti gratificante tenuto conto dell’impegno richiesto, del supporto messo a disposizione dal team AGSM (è assicurato una assistenza costante da parte del personale di AGSM Energia) e del riconoscimento economico. L’esito è stato molto confortante: il 70% dei partner di AGSM Energia è convinto che la convenienza dei contratti proposti alla clientela sia “più che buona” non soltanto per le offerte riservate ai clienti di Verona, ma anche per la qualità del servizio Clienti post-vendita – confermando così anche le ricerche svolte da altri osservatori indipendenti quali AltroConsumo nel recente passato – . Risulta soprattutto vincente la coesione fra la convenienza delle tariffe e l’assistenza personale garantita al cliente, un fattore questo rilevante per un 30% del campione sondato. Altro punto di forza emerso, è l’affidabilità nelle prestazioni e la trasparenza nel rapporto coi clienti: elementi che permettono ai partner di poter affiancare questo servizio alle proprie attività primarie senza temere penalizzazioni, perdite di tempo o di guadagni. Spiega Dalila Caliari Scandola del team marketing, che cura i rapporti con gli AGSM Shops: «Ogni giorno vengo contattata da numerosi negozi che vogliono affiliarsi al programma AGSM Shops, vedo tanto entusiasmo sul territorio per la semplicità del modello operativo che proponiamo, per la forza del brand AGSM e gli standard di elevata qualità che garantiamo ai nostri clienti. Con la ripresa post-COVID-19 molti partner vedono in questo progetto l’opportunità di aumentare il giro di affari e rafforzare le relazioni con i propri clienti; è questo il valore di un rapporto con una primaria realtà del proprio territorio». Il programma AGSM Shops continua a crescere. Entro l’anno saranno selezionate alcune decine di nuovi esercizi commerciali con le caratteristiche richieste da AGSM Energia.
 
Massima pulizia ed afficienza, con costi ridotti e meno rischi per la salute. Il tutto per una produzione vinicola di alta qualità, nel solco della tradizione (e dell’innovazione) veronese. Si chiama Planetarius ed è un nuovissimo concetto di sala di vinificazione ideato e messo a punto da Albrigi Tecnologie, l’azienda di Stallavena di Grezzana leader nella produzione di impianti per la lavorazione e lo stoccaggio dei liquidi nei settori farmaceutico, alimentare, chimico, cosmetico e soprattutto enologico. Progettato per una delle aziende più celebri e prestigiose della Napa Valley, Planetarius è adesso disponibile anche per essere installato nelle cantine italiane ed europee. Si tratta di una tecnologia di cantina che permette di ottimizzare integralmente il processo di vinificazione, con un risparmio pari al 70% sulla manodopera e del 30% di energia, e che garantisce al tempo stesso un aumento di produzione del 30% oltre alla sicurezza contro la contaminazione o l’inquinamento del prodotto che raggiunge il 100%. Stefano Albrigi, titolare dell’azienda veronese, è l'ideatore del progetto, che presenta un sistema di lavorazione delle uve e del vino completamente automatizzato. “La cantina si compone di un sistema di gestione e controllo computerizzato e di una serie di vinificatori di nuova concezione, progettati esplicitamente per ridurre i tempi di lavorazione e quindi aumentare la produttività”, chiarisce l’imprenditore. “Abbiamo sviluppato questo sistema per assicurare in ogni fase massima sicurezza e igiene dell’ambiente, soprattutto durante i periodi di piena produzione. Così é possibile risparmiare sia sui ...

continua a leggere >>

 
Prosegue il turn-over di Giorgio Fedon & Figli Spa, leader mondiale nella produzione di astucci per occhiali quotato alla Borsa di Milano, che sta procedendo nella riorganizzazione e nel ringiovanimento dell’headquarter di Alpago (Belluno). "Sotto il profilo reddituale il secondo semestre ha realizzato un recupero nel core business rispetto al primo semestre, sia come maggior fatturato che marginalità - dichiara Callisto Fedon Presidente del Gruppo -. Le azioni di risparmio costi, messe in atto nello scorso autunno, ci consentiranno un miglior risultato nell’esercizio 2019 per entrambe le business unit. Il fatturato del mese di gennaio 2019 si è rivelato migliore degli ultimi anni (+20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). I risultati definitivi dell'intero esercizio saranno approvati dal consiglio di amministrazione il prossimo 28 marzo." Punto centrale dell’upgrade, la decisa virata sulle produzioni sostenibili e sul servizio personalizzato per gli ottici che, d’ora in avanti, potranno contare su una piattaforma online dove prenotare, ...

continua a leggere >>

 
A tempo di record, bando alla fine di maggio e progetti arrivati il 19 giugno, la Regione ha approvato i primi 60 corsi per Operatore socio sanitario (Oss). E’ stata fissata al 26 luglio la data della selezione per l’accesso ai corsi che partiranno entro fine settembre 2017 e consentiranno di formare 1.800 nuovi Oss a disposizione delle strutture e dei servizi socio sanitari e socio assistenziali del Veneto. Si tratta di un primo pacchetto dei quasi 180 corsi previsti per il triennio 2017-2019 e che assicureranno entro il 2020 quasi 5.300 nuovi operatori qualificati per il territorio regionale. La Giunta regionale ha stabilito il numero di ...

continua a leggere >>

 
di Redazione Web (del 01/06/2017 @ 11:20:39, Sezione Economia)
Bilancio in attivo per ANCE Verona: approvati sia il rendiconto consuntivo 2016 che il bilancio preventivo del 2017 dall’Assemblea Privata delle Imprese locali Associate del comparto delle costruzioni, tenutasi venerdì 26 maggio nella tenuta Santa Cristina dell’Azienda Zenato, a Peschiera del Garda. A testimoniare ...

continua a leggere >>

 
Masi Agricola, società vitivinicola della Valpolicella Classica leader nella produzione di Amarone e di vini di pregio del territorio delle Venezie, ha ricevuto oggi il “Premio Leonardo Qualità Italia”, riconoscimento conferito ogni anno dal Comitato Leonardo alle aziende più rappresentative dell’eccellenza del Made in Italy e della qualità del sistema produttivo italiano nel mondo. Il prestigioso premio è stato consegnato al Presidente di Masi Sandro Boscaini dalle mani del Capo dello Stato Sergio Mattarella e dalla Presidente del Comitato Leonardo Luisa Todini nel corso di una cerimonia svoltasi in Quirinale questa mattina alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, del Presidente dall’Agenzia ICE Michele Scannavini e del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Il Premio Leonardo viene attributo agli imprenditori la cui azienda si è distinta nel corso dell’anno per la qualità e l’innovatività dei propri prodotti, nonché per la forte proiezione internazionale della loro azienda, sia in ambito commerciale che produttivo. Questo approccio ha da sempre contraddistinto Masi Agricola determinandone il crescente successo sui mercati del mondo dove l’azienda, con i suoi vini, è riconosciuta come ambasciatrice dei valori dell’Italian Wine Style, della tradizione e dell’unicità dei terroir vocati delle Venezie.   Il Cavaliere del Lavoro Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola ha dichiarato al termine della cerimonia: “Sono particolarmente onorato per questo ambito riconoscimento che si aggiunge ad altri internazionali a sottolineare come la qualità intesa a tutto tondo paghi sia a livello economico che reputazionale. Masi è stato il primo brand del vino di pregio a quotarsi presso Borsa Italiana, dimostrando ancora una volta la sua capacità di essere innovatore. E’ significativo che il riconoscimento avvenga proprio nell’anno in cui l’azienda celebra il cinquantenario del suo portabandiera Campofiorin, antesignano di una ‘nuova categoria di vini veronesi’, altamente innovativo e al contempo radicato nella tradizione e nel territorio, come tutta la nostra produzione.”...

continua a leggere >>

 
Stefano Faedo è il nuovo presidente del Consorzio Arcole Doc e subentra a Carlo Bressan, figura storica che da 17 anni ha rappresentato la denominazione berico-scaligera. Faedo, classe 1970, è perito agrario e viticoltore, ed è consigliere della Cantina Cooperativa dei Colli Berici, azienda di riferimento per la denominazione dell'Arcole. La scelta è stata deliberata nel corso dell'ultimo consiglio di amministrazione che ha anche eletto in qualità di vicepresidenti Francesco Sitta per il Gruppo Collis e Massimino Stizzoli per Cantina di Monteforte.   La denominazione dell'Arcole - 4600 ettari di vigneto distribuiti in 20 comuni tra le province di Verona e Vicenza - risulta essere una tra le più performanti del Veneto con una superficie agricola vitata che dai 2500 ettari del 2000 conta oggi quasi 4500 ettari di vigneto (fonte Avepa).  ...

continua a leggere >>

 
Le categorie economiche fanno quadrato attorno al piano industriale per il rilancio della Fiera di Padova: i contenuti del piano, presentato questa mattina ai principali portatori di interessi, sono stati accolti con favore dai rappresentanti delle associazioni di categoria padovane, tutte rappresentate al tavolo assieme ad altri partner strategici della Fiera, Università di Padova in primis. Geo spa, la società che dallo scorso settembre ha assunto la gestione del quartiere fieristico di via Tommaseo, ha voluto “chiamare a raccolta” i principali stakeholders del panorama economico chiedendo loro un contributo di idee e una collaborazione fattiva. Non un incontro “formale”, ma una piattaforma progettuale attorno a un percorso concreto che scardina il modello classico e ormai «obsoleto» di Fiera, perché «continuare a fare Fiere in modo tradizionale sarebbe come ostinarsi a voler rianimare un morto», ha spiegato senza mezzi termini l’amministratore delegato di Geo Spa Luca Griggio, forte di una lunga esperienza nel settore fieristico, a livello nazionale e internazionale. Il progetto presentato – che prevede un ritorno al pareggio nell’arco di tre anni con un fatturato che arriverà a 18milioni di euro – parte proprio dalla valorizzazione delle eccellenze del territorio, del suo straordinario genius loci, unica arma che può fare dello spazio rigenerato di via Tommaseo un luogo in grado di “restare” sul mercato e non soffrire la concorrenza di strumenti di e-commerce che molti considerato “sostituti” della Fiera. Con l’Università di Padova la collaborazione si è già tradotta in progetti concreti per trasferire alle imprese l’immenso capitale rappresentato dall’attività di ricerca dall’ateneo oggi ai vertici delle classifiche nazionali: troverà posto in Fiera – al primo piano della galleria 78 e al padiglione 3 – uno spazio-vetrina di coworking e un fab lab aperto alle startup che stanno sviluppando progetti nei settori individuati come strategici dal piano industriale, dal medicale al florovivaismo fino al food e all’edilizia sostenibile. Non solo: all’Università, rappresentata al tavolo dal prorettore per l’innovazione Fabrizio Dughiero, è stata affidata la regia scientifica del nuovo progetto Giardino Italia per la valorizzazione delle biodiversità attorno a cui ruota il rilancio di Flormart. Oltre a Dughiero forte apprezzamento è stato espresso anche da Emiliano Fabris, direttore del Parco Scientifico Tecnologico Galileo, che ha spiegato come sia nell’interesse di tutti superare steccati e personalismi per «far crescere in Fiera un polo per l’innovazione maturo e forte in grado di superare la dispersione di progetti» sorti attorno al tema dell’innovazione e dell’incubazione delle startup. L’abbandono del concetto tradizionale di Fiera implica anche il superamento del modello di “vendita” di spazi espositivi. La formula studiata per Flormart prevede il coinvolgimento delle aziende florovivastiche partner come “fornitrici” di Giardino Italia e del nuovo parco permanente che sorgerà in Fiera, disegnato per riqualificare un quartiere fieristico «che deve diventare veramente attrattivo come modello unico di rigenerazione urbana». Un modello subito sposato da Roberto Betto, presidente di Confagricoltura Padova, che si è detto disponibile fin da subito a collaborare. Anche i rappresentanti di Confindustria Padova, di Confartigianato Padova, di Ascom Padova e di Confesercenti Padova hanno espresso la volontà di essere della partita. Un dialogo positivo, tanto che il presidente di Geo spa Andrea Olivi al termine della riunione ha espresso la volontà di fare di questo tavolo «una sorta di cda allargato, che si riunirà ogni 20 giorni». «La speranza è che a questo scambio positivo segua un importante contributo di idee da parte delle associazioni di categoria», ha aggiunto. «I fondi pubblici sono sempre meno, pensiamo ad esempio ai tagli che hanno investito i bilanci camerali. In futuro ci sarà sempre più necessità di centri di aggregazione capaci di attivare percorsi virtuosi, costruire reti nel territorio e attrarre investimenti e noi abbiamo l’ambizione di fare questo servizio per il territorio», ha aggiunto Olivi, che ha spiegato poi come Geo spa sia già al lavoro su alcuni importanti progetti per intercettare i fondi europei e i fondi Bei....

continua a leggere >>

 
Belluzzo & Partners, studio di commercialisti e avvocati con oltre 50 professionisti e uffici a Verona (dal 1982), Milano (2005), Londra (2008) e Singapore (2016) consolida la propria vocazione internazionale con l’apertura di una nuova sede a Lugano, in Svizzera. Forte dell’esperienza maturata a Londra dagli oltre 20 professionisti, Belluzzo&Partners sceglie di portare a Lugano le proprie competenze nei campi del Tax&Legal, del Wealth Planning e delle Operazioni straordinarie per affiancare gli operatori, i professionisti e gli imprenditori presenti in Svizzera in relazione alle problematiche internazionali, con particolare riferimento all’Italia e al Regno Unito. La sede svizzera sarà affidata alla direzione del partner Luca Luoni. La struttura professionale di Lugano metterà a disposizione un team di professionisti di alto profilo, in grado di assistere imprenditori e imprese nelle loro varie esigenze. Lo Studio Belluzzo&Partners conta su 14 partner, di cui tre attivi a Londra. In occasione dell’apertura è stato organizzato un workshop sul tema della nuova era della trasparenza globale che si è aperta, e che impone di orientarsi tra scambio automatico di informazioni, possibilità di regolarizzazione (“voluntary disclosure”), riorganizzazione e mobilità internazionale dei patrimoni e delle persone. Al workshop hanno partecipato, tra gli altri, Marcello Fondi, Console Generale d'Italia a Lugano, e Giordano Macchi del Dipartimento delle contribuzioni del Cantone Ticino, che ha portato il proprio contributo con un’analisi della cooperazione tra gli Stati e dello scambio di informazioni. “La Svizzera è un Paese collaborativo” ha dichiarato il Console Generale d’Italia a Lugano Marcello Fondi nel suo discorso di benvenuto a Belluzzo&Partners in Canton Ticino, il quale ha fornito un breve quadro dei rapporti tra Italia e Svizzera evidenziando la volontà di "cooperare per colpire le pratiche degli irriducibili, che spesso usano società in Paesi non classificati come black list o beni mobili (diamanti, arte, etc)". “In questi anni abbiamo osservato una forte crescita del fabbisogno di consulenza professionale e una forte mobilità dei capitali”, ha spiegato Alessandro Umberto Belluzzo, global partner responsabile dell’ufficio di Londra, “e crediamo che le relazioni tra Svizzera e Regno Unito possano generare molte opportunità, così come già accaduto nei rapporti con l’Italia”. ...

continua a leggere >>

 
Questa mattina a Palazzo Trissino a Vicenza, il sindaco di Vicenza Achille Variati, il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente di AIM Paolo Colla e il presidente di AGSM Fabio Venturi hanno annunciato l'intesa raggiunta da AIM Vicenza Spa e AGSM Verona Spa per dar vita a un'aggregazione che punti alla nascita di un nuova realtà industriale con un fatturato di 1 miliardo e 100 milioni di euro, un margine operativo lordo di oltre 130 milioni di euro e 2.250 dipendenti. Le aree di business nelle quali operano i due gruppi nel territorio nazionale sono la vendita di energia, il ciclo integrato dei rifiuti, la produzione e distribuzione di energia e calore, i servizi alle amministrazioni comunali. In base alla dimensione calcolata sul valore della produzione, la nuova entità si potrà collocare nelle prime posizioni tra le grandi multiutility nazionali e presenterà una struttura patrimoniale e finanziaria solida ed equilibrata. “Verona e Vicenza – ha detto il Sindaco di Verona Flavio Tosi – già collaborano con reciproca soddisfazione nel campo dei servizi alle comunità sui fronti dell'acqua e dell'ambiente. Entrambe le amministrazioni comunali hanno compiuto negli anni la saggia scelta di mantenere il controllo pubblico delle rispettive aziende, legatissime al territorio e capaci di offrire ottimi servizi a prezzi competitivi, ma anche capaci di stare sul libero mercato. Evidente, di conseguenza, è il vantaggio di sistema generato da questa operazione che punta a ulteriori aggregazioni nel tempo e intende mantenere il controllo pubblico anche in futuro”....

continua a leggere >>

 
A poche settimane dall’avvio di importanti operazioni di aumento di capitale di primari Istituti nazionali, un Convegno a Verona cerca di riannodare i fili del dialogo fra il sistema bancario e il mondo delle Imprese e dei Risparmiatori chiamati, nuovamente, ad aderire a quegli aumenti. Un dialogo che si è spezzato in Veneto dal 2015 bruciando i risparmi di decine di migliaia di piccoli e grandi risparmiatori, investendo il potenziale stesso di crescita del sistema produttivo della regione, e mettendo in crisi lo storico rapporto di fiducia fra le banche e i loro stakeholder.
Il rischio è quello del venir meno di uno dei capisaldi del modello di sviluppo regionale e nazionale basato essenzialmente su una rete di piccole industrie, laboratori, professioni che trovavano nel sistema bancario locale il partner ideale con cui crescere.
Ne discutono – in un Convegno organizzato dall’associazione “Negoziare per l’Italia” e l’ASSIMP-Associazione Imprenditori e Professionisti della provincia di Verona - :
Pier Paolo Baretta (Sottosegretario Ministero dell’Economia e delle Finanze)
Carlo Fratta Pasini (Presidente Banco Popolare)
Gaetano Marzotto (Presidente Santa Margherita Gruppo Vinicolo)
Giulio Tremonti (Senatore - già Ministro dell’Economia e delle Finanze)
Alberto Giorgetti (Onorevole - già Sottosegretario dell’Economia e delle Finanze)
Moderatore, il vicedirettore di Corriere Economia, Stefano Righi, autore del libro “Il Grande Imbroglio” (Guerini & Associati 2016)
 Il dibattito verrà preceduto da David Sabatini (Responsabile dell’Ufficio Finanza ABI) e le conclusioni saranno affidate a Antonio Marzano (Presidente del CNEL e di Negoziare per l’Italia - già Ministro delle Attività Produttive).
...

continua a leggere >>

 
di Redazione Web (del 30/09/2016 @ 09:11:38, Sezione Economia)
Il centro storico di Bardolino, dalle 7 alle 24 di ogni giorno, aumenta la sua superficie di circa 5 mila metri quadrati. L’inedita impresa – quasi una magia – è opera di Guerrieri Rizzardi, plurisecolare azienda vitivinicola che, avendo spostato nel 2012 la sede produttiva e amministrativa nella zona artigianale della località Campazzi di Bardolino, ha liberato un’importante parte del paese gardesano, in un contesto verdeggiante circondato da un’antica cinta muraria e a ridosso dello storico fortilizio medioevale. Si tratta di contrada Rambaldi, con i suoi fabbricati, cortili e ...

continua a leggere >>

 


^ Torna su ^

Cerca tra le notizie
 
gsk
Pillole
top
left euposia right
bottom
Titolo
Archiviati per sezione:
Agricoltura (143)
Ambiente (767)
Appuntamenti (70)
Arte (219)
Attualità (872)
Boomerang (2)
Bulldog (30)
Costume (2)
Cronaca (1470)
Cultura (211)
Economia (1044)
Happy hour (122)
Inchiesta (15)
Musica (3)
Pecora Nera (15)
Politica (523)
Pungitopo (1)
Quattro chiacchiere (8)
Redazione (2)
Salute (34)
Sanità (991)
Scuola (222)
Sogno o son destro? (110)
solidarietà (376)
Sparagli Piero (42)
Spettacoli (872)
Spin Doctor (63)
sport (156)
Tempo libero (106)

Archiviati per mese:
Giugno 2020
Maggio 2020
Novembre 2019
Ottobre 2019
Agosto 2019
Marzo 2019
Novembre 2018
Ottobre 2018
Settembre 2018
Agosto 2018
Luglio 2018
Giugno 2018
Maggio 2018
Aprile 2018
Marzo 2018
Febbraio 2018
Gennaio 2018
Dicembre 2017
Novembre 2017
Ottobre 2017
Settembre 2017
Agosto 2017
Luglio 2017
Giugno 2017
Maggio 2017
Aprile 2017
Marzo 2017
Febbraio 2017
Gennaio 2017
Dicembre 2016
Novembre 2016
Ottobre 2016
Settembre 2016
Agosto 2016
Luglio 2016
Giugno 2016
Maggio 2016
Aprile 2016
Marzo 2016
Febbraio 2016
Gennaio 2016
Dicembre 2015
Novembre 2015
Ottobre 2015
Settembre 2015
Agosto 2015
Luglio 2015
Giugno 2015
Maggio 2015
Aprile 2015
Marzo 2015
Febbraio 2015
Gennaio 2015
Dicembre 2014
Novembre 2014
Ottobre 2014
Settembre 2014
Agosto 2014
Luglio 2014
Giugno 2014
Maggio 2014
Aprile 2014
Marzo 2014
Febbraio 2014
Gennaio 2014
Dicembre 2013
Novembre 2013
Ottobre 2013
Settembre 2013
Agosto 2013
Luglio 2013
Giugno 2013
Maggio 2013
Aprile 2013
Marzo 2013
Febbraio 2013
Gennaio 2013
Dicembre 2012
Novembre 2012
Ottobre 2012
Settembre 2012
Agosto 2012
Luglio 2012
Giugno 2012
Maggio 2012
Aprile 2012
Marzo 2012
Febbraio 2012
Gennaio 2012
Dicembre 2011
Novembre 2011
Ottobre 2011
Settembre 2011
Agosto 2011
Luglio 2011
Giugno 2011
Maggio 2011
Aprile 2011
Marzo 2011
Febbraio 2011
Gennaio 2011
Dicembre 2010
Novembre 2010
Ottobre 2010
Settembre 2010
Agosto 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Dicembre 2006
Novembre 2006
Ottobre 2006
Settembre 2006
Agosto 2006
Luglio 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006

L'Adige - Archivio numeri arretrati
top
left pillole right
bottom
Titolo  
L'ADIGE di Verona

Autorizz.Tribunale C.P. di Verona
nr. 1356 del 16/3/99
Iscrizione al Registro Nazionale della
Stampa n. 8857 del 15/12/2000

CONTESTO EDITORE scarl
Palazzo Ravignani - Via Frattini, 3
37121 Verona

Presidente e Direttore Responsabile:
Beppe Giuliano
Caporedattore:
Nicoletta Fattori

Redazione e Pubblicità:
Via Frattini, 3 - 37121 Verona
Tel. 045 8002685
Fax 045 596242
Per l’invio di comunicati stampa:
desk@giornaleadige.it

 

Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3

Valid XHTML 1.0 / CSS top