La caccia in deroga a Storno, Pispola, Fringuello e Peppola è sospesa su tutto il territorio del Veneto per la stagione 2009/2010. Lo ha deciso ieri 29 ottobre il TAR del Veneto, sezione seconda, che ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF. [//]

Il ricorso contestava la legittimità della delibera approvata dalla Regione Veneto (n.2993) dello scorso 6 ottobre 2009 ed evidenziava la mancanza del parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), lo stato di conservazione sfavorevole per le specie di uccelli oggetto delle deroghe e, in particolare, il ricorso reiterato da parte della Regione alla caccia in deroga non come fatto eccezionale, straordinario, così come prescritto dalla Direttiva comunitaria “Uccelli”, ma come fatto “ordinario” e continuativo negli anni.

La delibera regionale insomma violava la natura eccezionale del ricorso alla caccia in deroga, che permette di sparare a specie protette, dovendo rispettare con la massima correttezza le previsioni comunitarie e in particolare quelle dell’articolo 9 della direttiva “Uccelli”.

Un modo di procedere – fanno notare le associazioni – che aggrava le violazioni già effettuate negli anni passati e che hanno convinto la Commissione Europea ad aprire nel 2006 una procedura d’infrazione contro l’Italia, la n. 2006/2131, una parte consistente della quale è dedicata proprio alle deroghe di caccia.

La Regione Veneto è peraltro destinataria di una specifica procedura d’infrazione (2004/4926), che è ormai arrivata all’esame della Corte di Giustizia.

A maggior ragione la Regione non ipotizzi di percorrere la strada di provvedimenti fotocopia o similari a quelli già sospetti di vizi di legittimità, e prenda atto della necessità di rispettare una volta per tutte la Direttiva comunitaria.

La decisione del TAR Venetocommentano le associazionirestituisce legalità alla stagione venatoria in corso, evitando ulteriori danni a specie protette non cacciabili e evitando di aggravare la situazione della procedura d’infrazione. Che però – proseguono – investe in modo più complessivo la situazione italiana, in primo luogo la Regione Lombardia che insiste con l’approvazioni di leggi che consentono la caccia in deroga tramite escamotage finalizzati a raggirare le normative”.

Siamo comunque a un passo dalla condanna dell’Italia – concludono le associazioni – Ci auguriamo che si provveda al più presto a sanare tutte le situazioni che contrastano con le leggi comunitarie evitando così al nostro Paese salatissime multe che graverebbero in modo pesante sulle tasche dei cittadini