L’Aids uccide ancora. L’infezione da virus Hiv è più controllata che passato. Quando scoppiò negli anni ’80 fu un vero flagello e quelli che ne erano colpiti morivano senza speranza di una cura. Poi la ricerca ha approntato una terapia anti-retro virale che permette di dominare l’immunodeficienza acquisita. Tuttavia ogni giorno nel mondo muoiono dei Aids 250 giovani sotto i 14 anni, soprattutto ragazze in paesi poveri dove non è ancora accessibile la cura.

L’Unicef fa ancora un quadro ancora allarmante della malattia che, nonostante i progressi, non è ancora debellata. Nel 2023 ogni giorno 330 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni hanno contratto l’Hiv. 90.000 sono morti per cause correlate all’Aids, il 73% bambini con meno di 10 anni. 

L’Aids uccide ancora nel mondo. 630 mila morti nel 2023

Si calcola che il 77% degli adulti che hanno contratto l’Hiv ha accesso alla terapia antiretrovirale (Art), ma solo il 57% dei bambini e il 65% degli adolescenti da 15 a 19.

96.000 ragazze e 41.000 ragazzi tra i 15 e i 19 anni hanno contratto l’Hiv. Nell’ultimo decennio c’è stato un notevole calo di contagi, ma le ragazze adolescenti faticano ancora ad accedere a servizi di prevenzione e supporto su misura.

Nel mondo 9,3 milioni dei 39,9 milioni che vivono con l’Hiv non riescono ad accedere alle cure. 630.000 persone sono morte per malattie legate all’Aids. 1,3 milioni di persone si sono infettati di recente.

L’Aids uccide ancora nel mondo. 630 mila morti nel 2023

Secondo Winnie Byanyima, direttore esecutivo di Unaids, “nonostante gli enormi progressi compiuti nella risposta all’Hiv, le violazioni dei diritti umani impediscono ancora al mondo di porre fine all’Aids. Quando alle ragazze viene negata l’istruzione; quando c’è impunità per la violenza di genere; quando le persone possono essere arrestate per quello che sono o per quello che amano; quando una visita ai servizi sanitari è pericolosa per le persone a causa della comunità da cui provengono – continua Byanyima – il risultato è che le persone non possono accedere ai servizi per l’Hiv che sono essenziali per salvare le loro vite e per porre fine alla pandemia di Aids. Per proteggere la salute di tutti, dobbiamo proteggere i diritti di tutti”.