(bg) Aquardens: sembrava filare tutto liscio nella cessione ai francesi di Eurazeo  – attraverso il fondo Ezore – annunciata ieri in pompa magna. Invece, un gruppo di soci del centro termale di Pescantina – il più grande in Italia, 25 milioni di fatturato nel 2024 con un Ebitda del 44% grazie ad oltre mezzo milione di visitatori – ha deciso di dar vita ad una scalata propria, appoggiati da un importante imprenditore veronese che vuole rastrellare il 51% del capitale di Aquardens mettendo sul piatto un’offerta di diverse decine di milioni di €. Un’offerta ritenuta migliorativa rispetto a quella del colosso francese.

I soci «dissidenti» si sono rivolti ad un importante studio legale di Verona per concretizzare la contromossa. Sulla volontà di cessione di Aquardens – comunque – sono tutti d’accordo: gli oltre cinquanta azionisti fondatori del Parco nel 2012, avevano nei mesi scorsi sottoscritto un’offerta non vincolante di cessione – una «non binding offer» – a favore del fondo transalpino Eurazeo, un colosso da 35,5 miliardi di asset in gestione, attivo nel private equity, nel private debt, real estate e infrastrutture, quotato in Borsa a Parigi, presente in 600 imprese europee, soprattutto PMI.

L’offerta era stata ritenuta congrua  valutando infatti 2,5 volte l’investimento iniziale degli azionisti veronesi con una quotazione di Aquardens prossima ai 100 milioni di euro.

Aquardens ParcoTermale bar

I termini temporali del  preaccordo  sono scaduti però nelle  scorse settimane e quindi i soci «dissidenti» possono far valere il loro diritto di prelazione e rastrellare la quota di controllo. E qui si è inserita la nuova proposta scaligera: una proposta di acquisto delle quote che permetterebbe sì di valorizzare la partecipazione, ma soprattutto  di mantenere a Verona il controllo del Parco atteso ad un nuovo importante round di investimenti.

La realizzazione ad esempio di un hotel a quattro  stelle all’interno del compound e la costruzione della più grande sauna al mondo. Il primo parco acquatico italiano è destinato – insomma – a diventare ancora più importante a livello europeo e questo ne porta il valore probabilmente a livelli ben più alti di quello proposti a suo tempo da Eurazeo per rilevare, al momento, soltanto il 90% del capitale sociale di Aquardens. A favore dei francesi c’è attualmente la famiglia Zuliani, che gestisce l’attività del Parco (CEO è Flavio Zuliani), che nel progetto di acquisizione sarebbe comunque destinata a restare alla guida della società reinvestendo anche una parte del ricavato della cessione delle proprie quote.