Lo afferma Stefano Gottardi, Segretario Generale della Uil Fpl Verona, dopo che è saltata la firma dei contratti nazionali della Sanità Pubblica e degli Enti Locali. E presenta le simulazioni preparate dal Centro Studi della Uil Fpl Nazionale, che evidenziano le esili differenze economiche tra le attuali buste paga e quelle che sarebbero scaturite dalla firma del contratto.
Nel comparto sanitario, gli aumenti mensili netti sarebbero stati compresi tra i 32 e i 41 euro, mentre nel settore degli Enti Locali avrebbero oscillato tra i 24 e i 37 euro. Un po’ meglio per gli infermieri di pronto soccorso (che rappresentano il 4% del totale dei dipendenti del SSN), per i quali l’indennità ad hoc, legata alla presenza in servizio, avrebbe portato a un incremento massimo di 135,91 euro, passando da 1.878,21 a 2.014,12 euro mensili. Tuttavia, questa cifra resta ben lontana dagli oltre 500 euro che erano stati inizialmente annunciati.
Sanità. Inflazione del 17% nel biennio 2022/24. Aumenti al 6%
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Gottardi sottolinea che l’inflazione del 17% nel biennio 2022-2024, è stata compensata dal Governo con un misero 6%, inoltre, le poche novità normative risultano inefficaci, poiché mancano le risorse necessarie per renderle effettive e operabili.
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Nel comparto della Sanità, con l’erogazione già avvenuta dell’Indennità di Vacanza Contrattuale e l’introduzione del nuovo cuneo fiscale 2025 (i cui effetti sono visibili già nelle buste paga di gennaio), gli aumenti netti mensili per gli infermieri ex D3 (esclusi quelli di pronto soccorso) sarebbero stati di soli 41,72 euro, portando la loro busta paga da 1.783 a 1.824,75 euro. Gli operatori socio-sanitari (ex BS5) avrebbero visto un incremento di 38,14 euro, passando da 1.583,09 a 1.621,23 euro. La situazione sarebbe stata ancora più deludente per gli assistenti amministrativi (ex C5), con un aumento di soli 32,72 euro (da 1.763,43 a 1.796,15 euro).
Nel settore degli Enti Locali, gli aumenti sarebbero stati ancora più modesti. Ad esempio, un funzionario (ex cat. D, posizione 7) avrebbe visto un incremento lordo di 37,55 euro, ma a causa delle trattenute, il netto sarebbe aumentato di soli 13,51 euro (da 2.022,29 a 2.035,80 euro). Un po’ meglio sarebbe andata agli istruttori (ex cat. C, posizione 6), con un aumento netto di 29,06 euro (da 1.699,09 a 1.728,15 euro). Gli operatori esperti (ex cat. B, posizione 8) avrebbero visto un incremento netto di 24,15 euro (da 1.578,68 a 1.602,83 euro), mentre gli operatori di categoria A, posizione 6, avrebbero avuto un aumento di 25,41 euro (da 1.442,37 a 1.467,78 euro).
Conclude Gottardi: “La Uil è pronta a sottoscrivere contratti nazionali che consentano il recupero del potere d’acquisto per i lavoratori, ma una perdita dell’11% rispetto a un’inflazione del 17% non è accettabile. Serve una proposta migliorativa da parte del Governo”.